La riconciliazione è il ripristino della relazione pacifica tra individui o gruppi un tempo nemici. Generalmente si rende indispensabile l’opera di un mediatore o di un negoziatore. Paolo utilizza l’immagine di questa pratica per spiegare la croce.
1. È Dio che ha preso l’iniziativa di riconciliare a sé i peccatori; in altri termini, egli continua ad amarci, nonostante la nostra malvagità.
2. Si è servito di un intermediario, che ha reso possibile questa riconciliazione. «E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo. Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo» (2 Cor 5:18,19). Il peccato ha creato una distanza incolmabile tra Dio e gli uomini, che si può eliminare solo con l’intervento di un mediatore.
3. L’oggetto della mediazione siamo «noi» e «il mondo». Dio «ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo» (2 Cor 5:18). Il verbo è al passato, a indicare che esprime un’azione già portata a termine. Significa che i credenti godono ora dei privilegi e della pienezza di quella riconciliazione. Per quanto riguarda il mondo, leggiamo che «Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo» (v. 19). Il passo spiega che la riconciliazione del mondo è tuttora in atto; non è, come nel caso dei credenti, un atto completato.
4. La riconciliazione in quanto processo, si basa su due atti divini; il primo è la riconciliazione sulla croce, che viene delineata «non imputando agli uomini le loro colpe» (v. 19). Il peccato è la barriera che impedisce a Dio di riconciliarsi con gli uomini, che quindi sono diventati oggetto naturale della sua ira. Tuttavia egli ha permesso che il suo amore si estendesse liberamente a loro per eliminare quell’ostacolo. Dal punto di vista divino, la riconciliazione consiste nella rimozione di quel muro. L’altro aspetto della riconciliazione è il ministero della riconciliazione (v. 18), la proclamazione del messaggio della riconciliazione (v. 19), che ci è stato affidato. «Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo» (v. 20) ed è come se egli stesso «esortasse per mezzo nostro… siate riconciliati con Dio» (v. 20).
È grazie a questo ministero che la riconciliazione centra il suo scopo, la fine dell’inimicizia degli uomini nei confronti di Dio.
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