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SCIOGLIERE E LEGARE

Se potessi darti un consiglio, ti direi di non accettare mai come “VERO” ciò che l’uomo (me compreso) dice alla tua mente ma chiedi sempre prima al Signore finché non senti CHIARA la Sua voce nel tuo cuore. Quando Egli ti manda una Sua parola attraverso la bocca di una persona qualsiasi (perché questo può anche farlo), se senti nel tuo cuore la conferma di Dio, accettala, è sicuramente la Sua Parola perché “nel cuore” Dio non inganna mai nessuno.

 

L’inganno che arriva dal nemico si realizza “nella mente” e mai “nel cuore”(avrei certamente bisogno di più tempo per sottolineare la distinzione fra “cuore” e “mente” ma Dio ti rivelerà ogni cosa!).

 

Ora vengo al punto di cui alla tua domanda sul “legare e sciogliere” e poi, per completezza, se Dio vuole, cercherò di dirti il mio semplice e breve pensiero anche sull’espressione del Signore “Io ti darò le chiavi del Regno dei cieli” contenuta nel versetto di Matteo 16:19.

Data per scontata la conoscenza di tutti del significato letterale di questi due verbi, considereremo gli stessi in senso figurato, perché è così che vengono usati nella Scrittura che investigheremo (Matteo 16:19 e 18:18).

 

Prima di ogni altra cosa, esaminando la Scrittura, dobbiamo notare che Gesù ha dato a TUTTI i Suoi discepoli autorità di «legare» e «sciogliere», infatti, in Matteo 16:19 Gesù si rivolge a Pietro ed in Matteo 18:18 a TUTTI i Suoi discepoli, come possiamo leggere:

 

(A Pietro)

“Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato ne' cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne' cieli” (Matteo16:19).

 

(A tutti i discepoli)

“Io vi dico in verità che tutte le cose che avrete legate sulla terra, saranno legate nel cielo; e tutte le cose che avrete sciolte sulla terra, saranno sciolte nel cielo” (Matteo 18:18).

 

Il significato di “legare” e “sciogliere” dal punto di vista spirituale

 

I verbi “legare” e “sciogliere”, che troviamo nella Scrittura, anche quando vengono usati nel loro significato letterale e si riferiscono ad alcune cose concrete, molte volte possono intendersi in senso figurato, comprensibile solo per l’aiuto dello Spirito di Dio dato che la loro azione si svolge  in un mondo invisibile e trascendentale.

Mediteremo, perciò, non sul loro significato letterale (quello di sciogliere o legare “fisicamente”) ma spirituale e, così facendo, ricaveremo, comprendendone il senso, un beneficio  per le nostre anime.

 

In alcuni casi il significato dei due verbi è (per i credenti) chiaro, come, ad esempio, nel seguente versetto:

 “. .. ma Dio lo risuscitò, avendo sciolto gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile ch'egli fosse da essa ritenuto” (Atti 2:24) .

Qui si parla di morte fisica, quindi il termine “sciolto” significa che si è rotta la regola che stabilisce, per la volontà di Dio, che l’uomo venga trattenuto nella terra, privo di vita, fino al tempo della resurrezione dei corpi, come sanno tutti i credenti.

 

 SCIOGLIERE

 

Il significato del verbo “sciogliere” (nel senso figurato)

Anche per questo verbo, in questa riflessione, ci interessa il senso figurato che si traduce nell’azione compiuta per togliere a qualcuno i legami che operano nell’invisibile facendo si che egli possa comportarsi nella vita in piena libertà, sciolto da lacci di sudditanza psicologica, fisica o da obblighi e costrizioni.

Altre volte questo verbo viene usato nel senso di: porre fine a un impegno, liberare una persona da un impegno o da un obbligo assunto (come sciogliere qualcuno da un voto, un'obbligazione e simili).

 

Anche quando questi verbi vengono usati nella Scrittura apparentemente in modo semplice, contengono un grande insegnamento spirituale se vengono considerati in senso figurato; come nel caso in cui Gesù usa il verbo “sciogliere” parlando delle bende che avvolgevano Lazzaro appena richiamato in vita, come leggiamo:

“E il morto uscì, avendo i piedi e le mani legati da fasce, e il viso coperto d'uno asciugatoio. Gesù disse loro: Scioglietelo, e lasciatelo andare” (Giovanni   11:44);

oppure, nel dire ai discepoli …:

“ … Andate nella borgata che è dirimpetto a voi; e subito troverete un'asina legata, e un puledro con essa; scioglieteli e menatemeli” (Matteo    21:2);

o, quando nella Scrittura si parla dei timoni della nave:

“E staccate le àncore, le lasciarono andare in mare; sciolsero al tempo stesso i legami dei timoni, e alzato l'artimone al vento, traevano al lido”(Atti 27:40).

(Per non rendere eccessivamente lunga questa nota non entrerò nel merito della interpretazione spirituale di tali passi anche perché ognuno, se vuole conoscerla per fare la volontà di Dio, può riceverla direttamente da Lui).

 

Certo, noi credenti, con l’aiuto dello Spirito, dobbiamo sempre cercare e trovare nella Scrittura, oltre al significato letterale, quello morale e spirituale; solo così, potremo  ricavarne un insegnamento per “crescere” mettendo bene in pratica la Parola.

 

Chi o cosa si può e/o si deve …  “sciogliere e/o legare”?

Ora considereremo solo tutto ciò che bisogna “legare o sciogliere”, relativamente ad una persona, per il bene dell’anima.

 

Come si nota facilmente i due verbi rappresentano due azioni contrapposte.

Dato che ciò che bisogna sciogliere necessariamente è legato e ciò che bisogna legare è sciolto, nell’esaminare uno dei due verbi, contemporaneamente considereremo l’altro.

 

 

Come abbiamo detto, “Sciogliere” una persona significa renderla libera dai legami che le impediscono (o ne limitano) la libertà di agire.

I legami possono essere di natura diversa: con l’aiuto di Dio ne esamineremo alcuni, considerando anche le loro conseguenze; esamineremo pure lo scopo ed il risultato di questo “sciogliere”.

 

È assodato che l’uomo può sciogliere legami che trattengono fisicamente persone, animali, piante, ecc. (sciogliere un prigioniero dalle catene, il bue dal giogo, il cane dalla corda, una pianta dai sostegni, ecc.) ma lo “sciogliere” da legami spirituali, che è un’azione che riguarda l’essere animato, ed è prerogativa unica di Dio, anche se può essere usata da uomini che da Lui ne abbiano avuto il mandato.

 

Considereremo ora cosa e quando l’uomo, al quale il Signore lo ha concesso, possa  e debba operare.

 

Nessun uomo può operare liberazioni se non ha ricevuto il mandato da Dio

 

Questa realtà era conosciuta benissimo da Nicodemo, il quale, avendo visto operare miracoli da Gesù va da Lui e gli dice:

“Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui” (Giovanni 3:2).

 

Le manifestazioni della liberazione dai legami spirituali fatta da Gesù erano evidentissime poiché gli effetti erano visti da tutti.

Le persone liberate riprendevano pieno possesso delle loro capacità fisiche e psichiche e tali fenomeni, inspiegabili per la mente dell’uomo, potevano essere constatati con gli occhi fisici di tutti perciò considerati “miracoli” (dal latino Miraculum  = prodigio) cioè, cose che si possono “mirare”, “ammirare”, guardare).

 

La provenienza dei miracoli (di liberazione o pseudo liberazione)

Quando parliamo di miracoli, dobbiamo sempre fare una distinzione fra miracoli che provengono da Dio e miracoli che provengono da Satana (come è scritto: - perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno gran segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti - Matteo 24:24)

 

L’unico mezzo a nostra disposizione per distinguerne la provenienza è la Parola di Dio.

Essa, infatti, ci mostra “il fine” di quel miracolo in relazione alla salvezza dell’anima.

Per questo chi non “conosce” (non intende “spiritualmente”) la Parola non può accorgersi della provenienza del miracolo e la sua anima rischierà di cadere nella trappola mortale della perdizione eterna.

                                   

I LEGAMI DA SCIOGLIERE

 

 Il legame della morte eterna: il peccato

 

La prima cosa che Dio vuole “sciogliere” sono i legami della morte eterna che, per mezzo del peccato, imprigionano l’anima dell’uomo.

 

Questa volontà di Dio è manifesta nella Scrittura in più parti.

Il notissimo versetto della Scrittura:

 “Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16), non ha certo bisogno di conferme o spiegazioni perché questa volontà di Dio è stata certificata dal sangue di Cristo.

 

San Paolo si esprime così su questa volontà di Dio:

il quale (Dio) vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità” (I Timoteo 2:4).

 

Il legame della morte eterna è costituito dal peccato nel quale l’uomo vive senza potersene liberare per via della forza della carne (la concupiscenza, l’orgoglio, l’egocentrismo, ecc.) che lo costringe ad adempierne tutti i desideri, e per la mancanza della forza dello Spirito di Dio (unica forza capace di annullare, con il consenso dell’uomo, quella, mortale, della carne).

 

Quando parliamo di peccato (e non di peccati), dobbiamo considerare “la sua causa prima”, cioè la sua origine che, meglio di ogni persona, ha spiegato Gesù Cristo nel momento in cui ci promise lo Spirito Santo dicendo:

“E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio.

Quanto al peccato, perché non credono in me” (Giovanni16:8,9)

 

Ecco, dal non credere in Cristo scaturiscono tutte le trasgressioni alla volontà di Dio che chiamiamo “peccato” e quest’ultimo costituisce il legame che rende l’uomo prigioniero della morte.

 

Chi può dire, infatti, di essere capace di vivere secondo la volontà di Dio senza aver creduto in Cristo Gesù e ricevuto per questa fede lo Spirito di Dio?

 

Ma per quelli che hanno i cuori semplici e rivolti all’Eterno …:

“Ecco, l'occhio dell'Eterno è su quelli che lo temono, su quelli che sperano nella sua benignità, per liberare l'anima loro dalla morte e per conservarli in vita in tempo di fame” (Salmi 33:18, 19).

 

Ecco una realtà, l’anima dell’uomo è legata ed ha bisogno di essere liberata (sciolta) e la spada che taglia questi legami della morte (il peccato) è proprio l’Evangelo.

Anche nel Vecchio Testamento il desiderio primario di Dio era lo stesso:

“Il digiuno di cui mi compiaccio non è egli questo: che si spezzino le catene della malvagità, che si sciolgano i legami del giogo, che si lascino liberi gli oppressi, e che s'infranga ogni sorta di giogo?” (Isaia  58:6)

Naturalmente il significato letterale ci orienta sulla liberazione dell’uomo dalla schiavitù terrena ma quello spirituale ci parla della schiavitù spirituale che costringe l’uomo nel male e ciò è confermato dalle parole “ogni sorta di giogo”.

 

Gesù, per primo, venne ad aprire la porta delle prigioni all’uomo, dove egli si trovava legato, e a dargli libertà.

“Lo spirito del Signore, dell'Eterno è su me, perché l'Eterno m'ha unto per recare una buona novella agli umili; m'ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la libertà a quelli che sono in cattività, l'apertura del carcere ai prigionieri” (Isaia 61:1).

È chiaro che la libertà, della quale Gesù parla, non è riferita a quella del corpo ma dell’anima.

 

Anche nella descrizione del servo dell’Eterno troviamo ribadito lo scopo della venuta del Signore ed il modello al quale tutti i Suoi discepoli sono chiamati a somigliare:

“ Ecco il mio servo, io lo sosterrò; il mio eletto in cui si compiace l'anima mia; io ho messo il mio spirito su lui, egli insegnerà la giustizia alle nazioni.

Egli non griderà, non alzerà la voce, non la farà udire per le strade.

Non spezzerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante; insegnerà la giustizia secondo verità.

Egli non verrà meno e non s'abbatterà finché abbia stabilita la giustizia sulla terra; e le isole aspetteranno fiduciose la sua legge.

Così parla Iddio, l'Eterno, che ha creato i cieli e li ha spiegati, che ha distesa la terra con tutto quello ch'essa produce, che dà il respiro al popolo che v'è sopra, e lo spirito a quelli che vi camminano.

Io, l'Eterno, t'ho chiamato secondo giustizia, e ti prenderò per la mano, ti custodirò e farò di te l'alleanza del popolo, la luce delle nazioni, per aprire gli occhi dei ciechi, per trarre dal carcere i prigioni, e dalle segrete quei che giacciono nelle tenebre” (Isaia 42:1-7).

 

Il credente, dopo la sua liberazione, deve riflettere questo modello e può farlo se si lascia guidare dallo Spirito di Dio.

Solo così l’uomo potrà essere “collaboratore di Dio” (vedi I Corinzi 3:9) ed assolvere il mandato che gli è stato dato da Gesù Cristo con le parole:

“E disse loro: Andate per tutto il mondo e predicate l'evangelo ad ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” (Marco 16:15,16).

 

I versetti seguenti annunziano la completa liberazione dell’uomo dal peccato ed il mandato che egli riceve da Dio per poter liberare gli altri:

“Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove.

E tutto questo vien da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ha dato a noi il ministerio della riconciliazione; in quanto che Iddio riconciliava con sé il mondo in Cristo non imputando agli uomini i loro falli, e ha posta in noi la parola della riconciliazione.

Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: Siate riconciliati con Dio” (II Corinzi   5:17-20)

 

Questo è il compito che Iddio ha dato all’uomo, essere un Suo strumento usato per sciogliere, con l’Evangelo, i legami che rendono l’uomo schiavo del peccato e della morte al  fine della salvezza dell’ anima.

Se siamo discepoli del Signore, non siamo disarmati nell’eseguire il compito che abbiamo ricevuto, cioè di sciogliere i legami dell’uomo, ma abbiamo un’arma potente ed efficace …:

“Perché la parola di Dio è vivente ed efficace, e più affilata di qualunque spada a due tagli, e penetra fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolle; e giudica i sentimenti ed i pensieri del cuore” (Ebrei 4:12).

 

Oltre a questo primo legame (il peccato) che può (se l’uomo prigioniero lo desidera) e deve sciogliersi per mezzo dell’Evangelo, ne esistono altri pericolosi per la vita terrena e per quella celeste dell’uomo.

 

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