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PERCHE'?

Perchè?

Perchè? - DIO E' DIO!

Fra i tanti “perché” che si pongono gli uomini, ne esamineremo uno che interessa quelli che credono o dicono di credere.

 

Personalmente ho sentito pormi molte volte la seguente domanda:

 “Perché Iddio, sapendo ciò che sarebbe successo, creò Satana e tanti uomini che, come Caino, hanno portato il male sulla terra?

È veramente difficile rispondere a questa domanda ma, comunque, proviamo a fare alcune considerazioni assieme.

 

Dato per certo, in primo luogo, che Iddio sapeva veramente, come sa, ogni cosa passata, presente e futura e, quindi, tutto ciò che sarebbe successo dopo la creazione di ogni cosa, se avesse voluto, sarebbe stato facile a Lui impedire che angeli e uomini si comportassero in maniera illecita privandoli del libero arbitrio e costringendoli a seguire un comportamento istintuale come per gli animali.

 

In questo caso cosa avrebbe realizzato, una miriade di marionette, senza ragione, che Gli avrebbero cantato, in cielo ed in terra, lodi composte, anche queste, dallo stesso Iddio?

 

Saresti stato contento di far parte di queste marionette?

Credo di no, se avrai considerato la grandezza della libertà di pensare ed agire concessa all’uomo.

 

Se avesse realizzato questo tipo di creazione (senza concedere agli uomini ed agli angeli il libero arbitrio), mentre è vero che non ci sarebbero stati mali nel mondo, pure dobbiamo riconoscere che non ci sarebbe stato neanche spazio per la meritocrazia, con conseguente assenza di castighi e soprattutto di premi al termine della prova che si ha durante la nostra vita terrena.

 

Nella realtà attuale, vediamo che l’uomo, creato con il libero arbitrio, deve affrontare i mali terreni che producono varie forme di sofferenze a causa di malattie, guerre, fame, catastrofi naturali e, soprattutto, per la cattiveria dell’uomo (cosa che pesa più di tutte).

 

A parte i danni che derivano all’uomo dalle catastrofi naturali (ed anche in questo caso ci sarebbe da fare una più approfondita disamina sulla loro genesi), tutte la cause di mali esaminate hanno origine nell’uomo.

 

Le malattie non sarebbero comparse sulla terra se l’uomo fosse vissuto rispettando la natura senza forzarla per interesse personale.

La guerra e la fame affondano le loro radici nell’egoismo dell’uomo.

Alcune delle catastrofi naturali hanno la loro origine nell’abuso dell’uomo sulla natura (deforestazioni, costruzioni su siti non idonei, ecc…)

Omicidi, furti ed altre violenze sono chiaramente frutti della vita vissuta secondo un proprio concetto egoistico di opportunità.

In questa realtà, dunque, due cose preoccupano l’uomo:

  1. i mali che affliggono l’umanità (cruccio per credenti e non)
  2. il castigo (al giudizio finale, dopo la morte del corpo - cruccio solo per i credenti - )

 

Noi credenti, dobbiamo, però, riflettere che nell’attuale forma di creazione i castighi sono annullati dalla grazia divina per l’opera mediatrice di Cristo, restano, invece, i premi, che Iddio distribuirà a chi opera secondo il Suo volere, per l’indispensabile aiuto avuto dallo Spirito santo.

Da credenti, dobbiamo convenire,quindi, che è meglio così.

 

Oggi, dunque, per gli uomini credenti di buona volontà, c’è la certezza di ricevere premi, anche se, come appare evidente, i mali rimangono sulla terra e per questo molti uomini soffrono ma solo per il brevissimo periodo della loro vita nel corpo mortale.

 

Lo scopo della sofferenza

Consideriamo ora la sofferenza come azione sui giusti (intendendo tali gli uomini che hanno accettato la giustificazione del loro peccato per il sacrificio di Cristo) e sugli ingiusti (i non credenti che vivono secondo la loro natura carnale).

 

 

Le prove nella vita dei giusti

La Parola, rivolgendosi ai giusti dice:

“Fratelli miei, considerate come argomento di completa allegrezza le prove svariate in cui venite a trovarvi, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza.

 

E la costanza compia appieno l'opera sua in voi, onde siate perfetti e completi, di nulla mancanti” (Giacomo1:2-4).

 

Come possiamo vedere, le prove fisiche e/o spirituali hanno uno scopo benefico, cioè quello di perfezionare l’uomo interiore per lo scopo divino che è quello di portare la creatura all’unione finale con il Creatore.

 Questa unione, è voluta e dichiarata da Cristo come possiamo leggere nella Scrittura:

“Io non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te, anch'essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.

E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno; io in loro, e tu in me; acciocché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu m'hai mandato, e che li ami come hai amato me.

 

Padre, io voglio che dove son io, siano meco anche quelli che tu m'hai dati, affinché veggano la mia gloria che tu m'hai data; poiché tu m'hai amato avanti la fondazione del mondo” (Giovanni 17:20-24).

 

Anche San Pietro ci parla della buona ed accettevole volontà di Dio per gli uomini che lo amano e dello scopo delle prove:

 

“Benedetto sia l'Iddio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua gran misericordia ci ha fatti rinascere, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, ad una speranza viva in vista di una eredità incorruttibile, immacolata ed immarcescibile, conservata ne' cieli per voi, che dalla potenza di Dio, mediante la fede, siete custoditi per la salvazione che sta per esser rivelata negli ultimi tempi.

Nel che voi esultate, sebbene ora, per un po' di tempo, se così bisogna, siate afflitti da svariate prove, affinché la prova della vostra fede, molto più preziosa dell'oro che perisce, eppure è provato col fuoco, risulti a vostra lode, gloria ed onore alla rivelazione di Gesù Cristo: il quale, benché non l'abbiate veduto, voi amate; nel quale credendo, benché ora non lo vediate,

ottenendo il fine della fede: la salvezza della anime. (I Pietro 1:3-9)

 

Come abbiamo visto, senza le prove per l’uomo non può esserci “lode, gloria ed onore”, quindi, né crescita spirituale né premio nella vera vita.

Chi crede, dunque, non può che convenire che è meglio così.

 

Le prove nella vita degli ingiusti

Per quanto riguarda la vita di chi ancora non si sottomette a Dio, rifiutandosi di amarlo, le prove sono un mezzo efficace di ravvedimento e di riconciliazione.

Dio, infatti, fa di tutto nell’attesa che l’uomo nella propria afflizione si rivolga a Lui invocando soccorso.

Purtroppo, sappiamo benissimo che molti uomini, anche se soffrono terribilmente, accecati dal loro orgoglio, si rifiutano di chiedere aiuto non solo a Dio ma anche ad altri uomini ottenendo ciò che essi vogliono e meritano, l’afflizione che produce il male maggiore nelle loro vite terrene ed il castigo finale per le loro anime.

 

Risposta alla prima domanda

 

Rimane comunque una domanda alla quale dobbiamo rispondere: “Dio ha sbagliato a creare Satana e gli uomini malvagi?”

Proviamo a considerare questo fatto:

 

Una donna sterile desiderava tanto dei figli e per questo si era sottoposta a tante cure mediche risultate sempre inutili.

Ella pregava tanto ed un giorno il buon Dio decise di accontentarla, restò incinta e la cosa la rese attenta e scrupolosa nella propria vita al punto che, durante il periodo di gestazione, non fumava, non beveva alcoolici e non mangiava alcun cibo che potesse nuocere alla creatura che portava in grembo.

La donna si sottoponeva regolarmente alle visite mediche e tutto procedette bene fino al giorno in cui la ginecologa che la seguiva le disse che c’era qualche problema.

La donna, impaurita ascoltò la terribile sentenza, la nascitura aveva un problema fisico che si sarebbe manifestato con un’anomala stabilità comportamentale.

La madre piangendo chiese alla dottoressa se c’era qualche rimedio per questo ma la risposta che ebbe fu altrettanto fulminante: si sarebbe potuto ovviare a tutto questo intervenendo chirurgicamente sul cervello della nascitura, nei primi giorni della sua vita, togliendo ad essa ogni possibilità di ragionamento oppure si sarebbe dovuto sopprimerla prima della nascita con l’aborto.

La madre disse: “Di abortire non se ne parla neanche … nell’altro caso dovrei, dunque, avere per figlia un vegetale, una bambina incapace di relazionarsi col mondo?”

La ginecologa rispose che l’intervento era necessario se voleva impedire che la bambina, crescendo, potesse far del male agli altri ed anche alla propria madre.

La madre aveva già preso una decisione e disse: “Preferisco averla così come la sua natura la renderà, cercherò di educarla a non far del male, avrà tutto il mio aiuto ed il mio amore e, se si scaglierà anche contro di me, ebbene accetterò tutto questo perché voglio dar vita alla mia creatura.

 

Mi rendo conto che non è possibile trovare una similitudine perfetta per quello che è l’opera della creazione di Dio ma in questa possiamo trovare diverse applicazioni spirituali per comprendere qualcosa.

 

Come quella mamma, che sapeva il triste destino della propria creatura, anche tantissime altre donne decidono di darle comunque alla luce, pur sapendo delle loro imperfezioni e/o malattie; quella mamma decise inoltre di farla nascere senza privarla, con l’intervento propostole, del libero arbitrio. Una decisione sofferta ma dettata unicamente dall’amore.

Molti sanno di mamme che hanno rinunciato perfino a curarsi per non arrecare danno ai figli, anche inperfetti, che portavano nel seno e questo unicamente per amore.

Che grandi cose compie l’amore!

 

Trasferiamoci ora nel campo spirituale e domandiamoci cosa può fare l’Amore di Dio, visto che abbiamo riconosciuto i meriti dell’amore dell’uomo.

 

A differenza di quella creatura che la donna (nel fatto sopra riportato) concepì nel proprio seno, nelle creature di Dio non c’erano tare ereditarie o difetti, erano perfette e concepite ad immagine e somiglianza di Dio ed in possesso del libero arbitrio.

 

Ad esempio, Dio sapeva che:

  • io e te, nati dalla carne, saremmo diventati presto suoi nemici, offendendolo, ingiuriandolo e sfidandolo nella nostra sciocca temerarietà;
  • lo avremmo bestemmiato e non ci saremmo curati di osservare i suoi comandamenti;
  • avremmo compiuto il male scagliandoci verso di Lui e verso gli uomini;
  • che avremmo guastato (ho tentato di farlo) tutto ciò che Egli aveva creato buono, eppure … ha deciso lo stesso di farci nascere!

Nel creare me e te, non ha Egli dimostrato di essere infinitamente buono così da ritenere giusto quanto dice l’Apostolo Giovanni "Dio è Amore"?

 

Anzi, l’Apostolo Giovanni, nel dir questo, sottolinea anche un’altra cosa, cioè che questo atto d’amore può capirlo solo chi ama.

Infatti dice:

Chi non ama non ha conosciuto Iddio; perché Dio è amore” ( I Giovanni 4:8)

 

Gli interrogativi per cercare di dimostrare che Dio non esiste continuano e gli stolti dicono: “Non poteva evitare la fame, le malattie le catastrofi naturali, gli incidenti … perché Iddio permette questo o quello?”

 

Se scrutiamo bene la Scrittura, notiamo che, all’inizio dei tempi, dopo aver terminato la creazione: “ …Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il sesto giorno” ( Genesi   1:31)

 

Dio creò, dunque, TUTTO molto buono, il male non è altro che la degenerazione del bene.

 

Se raccogliamo un buon frutto perfettamente maturo e non lo mangiamo subito né lo conserviamo per alcuni giorni nel modo giusto, esso marcisce e non è più possibile gustarlo.

In tal caso, possiamo dire che quell’albero ha prodotto un cattivo frutto?

Diamo forse la colpa all’albero dicendo che ha prodotto il marcio o diciamo sinceramente che siamo stati noi a produrre il marciume?

Così le molte cose buone create da Dio sono diventate cattive per opera dell’uomo.

 

Così, ad iniziare da Satana (ved. nota1), tutta la creazione del Signore Iddio fu perfetta.

Il nome Satana fu attribuito all’angelo di luce (Lucifero -ved. nota2) creato perfetto da Dio, nel momento in cui si ribellò al suo Creatore. Abbiamo una nota nella Scrittura che spiritualmente si riferisce alle sue origini:

“Come mai sei caduto dal cielo, o astro mattutino, figliuol dell'aurora?! Come mai sei atterrato, tu che calpestavi le nazioni?!

Tu dicevi in cuor tuo: "Io salirò in cielo, eleverò il mio trono al disopra delle stelle di Dio; io m'assiderò sul monte dell'assemblea, nella parte estrema del settentrione; salirò sulle sommità delle nubi, sarò simile all'Altissimo".

Invece t'han fatto discendere nel soggiorno de' morti, nelle profondità della fossa! “ (Isaia14:12-15).

 

Quanto siamo disposti a pagare per questo dono che ci rende liberi di decidere cosa vogliamo essere e fare?

Se la libertà fisica viene considerata da tutti un bene prezioso, quanto di maggior valore dobbiamo ritenere quella del pensiero e dell’agire?

Ogni uomo, nel proprio egoismo, vorrebbe il libero arbitrio per se stesso ma non per gli altri, nell’ipotesi che la libertà altrui possa nuocergli o essergli fastidiosa.

Fortunatamente per noi Iddio non la pensa così!

 

Dio sapeva benissimo, in ogni particolare, cosa sarebbe successo dopo la Sua meravigliosa creazione, sapeva che alcune Sue creature si sarebbero ribellate al Suo “ordine divino” cercando di essere qualcosa di più o di diverso da quello che erano state create dando, così, origine al male!

C’è sempre un prezzo da pagare quando le creature non vogliono obbedire e sottomettersi al loro Creatore!

Ma pochi riflettono che a pagare veramente non sono le creature che agli occhi umani sembrano le vittime ma sono i loro stessi carnefici e/o i loro malvagi oppressori.

Il vero prezzo che pagheranno è cosa di non poco peso perché non si pagherà per un tempo (durante questa vita) ma eternamente.

 

Per la Tua creazione perfetta Ti ringrazio Padre.

Ti sono grato per le prove che apparentemente mi affliggono mentre nello stesso tempo mi avvicinano alla Tua forma.

Ti sono grato per l’aiuto e la forza che mi concedi nel cammino di questa vita affinché non Ti perda di vista allontanandomi da Te.

Grazie per i Tuoi richiami d’amore che mi riportano sul Tuo cammino e per la mano che mi tendi a sostegno e conforto dell’anima mia.

Ti lodino tutte le Tue creature e comprendano quanto è grande il Tuo amore!

Amen.

 

 

 

 

 

 

1 Satana [sà-ta-na]  (Sata = apostata, Nas = serpente) (שָׂטָן Ebraico Satan, Σατανâς;  Lingua Greca Satanâs; Latino Sátanas; Ebraico tiberiense Śāān; Aramaico שִׂטְנָא Śaanâ; ﺷﻴﻄﺎﻥ Šayān: "Avversario; accusatore")

Satana è anche noto come il Diavolo (dal latino "Diábolus, -i" e dal greco antico "Diabolos, -ou", cioè "Colui che divide" per eccellenza) , il "Principe delle Tenebre", il "Principe di questo Mondo" (secondo Cristo); è chiamato anche "Belzebù"(definizione che trae origine dal nome di una divinità fenicia,baal) (traduzione letterale: "Signore delle Mosche"), "Belial", "Mefistofele" o "Lucifero" (dal latino "Luciferus": "Portatore di luce").

Molti nomi attribuiti a Satana o agli altri diavoli traggono origine dai nomi di divinità dei culti pagani dell'area fenicio-cananea: gli dei delle nazioni che si contrapponevano ad Israele diventano avversari del Dio degli Ebrei.

L'avversario di Dio e dell'uomo, il nemico d'ogni bene e l'autore del male. Esso è spesso citato nella Scrittura; ma di solito con altro nome. Il nome di Satana ricorre 5 volte nell'A. T. (I Cronache 21:1; Giobbe 1:6-12; Giobbe 2:1-7; Zaccaria 3:1, 2); e nel N. T. 25 volte; il nome di "diavolo", 25; "principe del mondo", 3; il "maligno", 6; il "tentatore", 2 volte; in Apocalisse 12:9, si vedono riuniti vari epiteti: "il gran dragone, il serpente antico, il diavolo e Satana, il qual seduce tutto il mondo". In Giobbe lo vediamo comparire in mezzo ai figli di Dio.

Satana ci è rappresentato come colui che sollecita gli uomini a commettere il male e come fonte e causa degli impedimenti che ostacolano il progresso del Regno di Cristo sulla terra (Matteo 4:10; Giovanni 13:27; Romani 16:20; Efesini 2:2). Le Scritture esplicitamente affermano la sua finale subordinazione, punizione e privazione della sua potenza (Apocalisse 20:10). Nel frattempo Cristo ammonisce i credenti ad affrontare le insidie di Satana con incessante vigilanza e con preghiera, rassicurandoli che la grazia darà loro la vittoria (Efesini 6:10-18; Efesini 5:8,9).

 

 

 

2 Lucifero è il nome con cui, comunemente, si identifica correntemente Satana. In realtà, secondo l'esoterismo, anche cristiano, la differenza è notevole, in quanto si tratta di due entità decadute appartenenti a due ordini gerarchici diversi.

Secondo la dottrina manichea, è Satana o Arimane il tentatore di Lucifero, colui che ha sottratto Lucifero alle schiere divine, e alla fine dei tempi Lucifero sarà redento. Dunque, Lucifero è "l'Angelo decaduto" per antonomasia.

L'azione di Lucifero si esplica soprattutto nell'ambito delle passioni superiori mentre Satana ha il dominio sulla materia.

È il tentatore di Adamo, lo tenta nell'orgoglio ('uguali a Dio') e in effetti, anche se deviata, offre un'illuminazione per quanto riguarda il bene e il male.

Origine del nome e interpretazioni filologiche

Il nome Lucifero deriva chiaramente dal latino lux (luce) e ferre (portare) e significa "Portatore di Luce", "Stella del mattino", ovvero il pianeta Venere. Il collegamento fra questo termine e Satana deriva dalla Patristica (Girolamo, Tertulliano, Gregorio Magno) che lo desunse, con un'interpretazione molto dubbia, da un passo di Isaia (14,12):

Come mai sei caduto dal cielo, Luce del mattino (Lucifero), figlio dell'aurora?

Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli?

La storia riportata dalla Bibbia cristiana e dagli scritti dei Padri della Chiesa, è che in origine Lucifero fosse l'Arcangelo più bello, più splendente e più vicino a Dio, chiamato quindi Lucifero, che però, proprio per questa sua vicinanza, credette d'essere non solo come Dio, ma più potente dell'Onnipotente stesso, peccando così di superbia e ribellandosi al volere di Dio (come è scritto: "Similis ero Altissimo", cioè "Sarò simile all'Altissimo", Isaia, 14,14). Raduna a sé un terzo delle schiere angeliche e muove guerra contro l'Onnipotente, che ovviamente lo vince e lo precipita dal Cielo insieme ai suoi angeli devoti. La loro caduta dura 9 giorni, ed infine l'Inferno si spalanca sotto di loro, inghiottendoli. Secondo la tradizione, in quel momento il vero nome di Lucifero viene "cancellato dai Cieli", con l'imposizione che nessuno lo pronunci mai più (Lucifero è dunque solo una metafora per il suo originario splendore), e col comando che venga chiamato da allora in avanti "Satàn" (cioè, l'"Avversario"). Comunque, lontani dalla luce divina, i meravigliosi angeli si mutano in orridi demoni, e da allora il solo scopo del demonio, invidioso e furente, è quello di trascinare gli uomini, novelli e privilegiati figli di Dio, nella sua dimora di disperazione per l'eternità. La dettagliata e straordinaria storia di Lucifero/Satana è narrata dal poeta inglese John Milton nel poema epico "Paradiso Perduto" ("Paradise Lost", 1667), che racconta esattamente della ribellione e della guerra in Cielo, della caduta, della Creazione del mondo (posteriore alla caduta di Lucifero) e dell'uomo, e infine della tentazione e della caduta di Adamo ed Eva.

 

 Antonio Strigari

La tentazione....ha due faccie

La tentazione....ha due faccie - DIO E' DIO!


 

 

 

La tentazione ha due facce.

 

 

 

 

Si comporta come un ospite che all'inizio è imbarazzato a parlare o a chiedere qualcosa, fino a quando non conosce il carattere di chi lo ospita.

 

 

 

 

La stessa cosa accade per la tentazione.

 

 

 

 

All'inizio è timida e sottile. Sa che non può indurre una persona ad adorare degli idoli o a peccare (per esempio, con il sesso opposto), dato che il suo consiglio resterebbe inascoltato. Comincia perciò a tentare una persona a commettere peccati minori, attirandola così, poco alla volta, nella sua rete, fino a che non ha più scampo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In principio la tentazione nel cuore di una persona è grande solo come una ragnatela. La si può facilmente distruggere e liberarsi così dalla sua trappola di peccato. Ma se non viene presa nessuna iniziativa contraria, la tentazione cresce di forza, e diventa come una spessa gomena che tiene ancorata una nave.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Davvero all'inizio la tentazione è l’ospite della persona. Se però non viene espulsa immediatamente, diventa il padrone di casa.

 

 

 

 

Cedere alla tentazione e commettere un peccato relativamente lieve può essere dannoso in quattro modi :

 

 

 

 

1. una persona potrebbe cominciare a fare qualcosa di sbagliato anche solo una volta al mese. Alla fine lo farà ogni giorno senza più considerarlo un errore;

 

 

 

 

2. la prima volta che una persona compie qualcosa di sbagliato, ne prova molta vergogna. Comprende di aver fatto il male e se ne rammarica. Così, per esempio, se esce dalla chiesa prima che il culto sia finito o entra quando è già cominciato, lo fa alla chetichella perché si vergogna che gli altri la vedano. Ma una volta che diventa un'abitudine, entra ed esce quando vuole senza alcuna vergogna;

 

 

 

 

3. la prima volta che uno fa qualcosa di male, la fa quasi contro la sua volontà, perché è stato vinto dai suoi desideri. Ma la volta dopo prova contentezza nel farlo; la tentazione non deve nemmeno più sospingerlo;

 

 

 

 

4. quando un peccato è ripetuto, tutte le vie del pentimento rimangono chiuse. Ciò per due ragioni. Prima di tutto, esso non sembra più essere un male e l'individuo non sente alcun bisogno di pentirsi. In secondo luogo, quando un peccato è ripetuto tante volte diventa parte integrante della persona che lo commette fino al punto che, se uno desidera pentirsi, è ormai molto difficile per lui cambiare le proprie cattive abitudini.

 

 

 

 

Questo è l'insegnamento che Dio impartì a Caino parlando con lui:

 

 

 

 

“Se fai bene non rialzerai tu il volto? ma, se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri son vòlti a te; ma tu lo devi dominare!"(Genesi 4:7).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo vuole dirci la Parola:

 

 

 

 

“ … e non fate posto al diavolo” (Efesini 4:27).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Iddio ci benedica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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