Poi disse ai suoi discepoli: «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo, di che vi vestirete; Matteo 6:19
Cosa e’ l’ansia?
Dal vocabolario: Inquietudine tormentosa dell’animo, provocata da speranza o preoccupazione per cio’ che deve accadere.
Stato d’animo spiacevole, caratterizzato da una sensazione di apprensione piu’ o meno intensa, di fronte a cui l’individuo si sente incapace di opporre una difesa. Si accompagna di frequente a sintomi somatici piu’ o meno intensi quali sudorazione, tremore, cardiopalmo, tachicardia, ecc. Pur potendosi manifestare in modo acuto in ogni persona riconosciuta normale, e avendo anzi una diffusione notevolissima, come del resto dimostra l’enorme consumo di farmaci “tranquillanti”, costituisce un sintomo tipico di alcune neurosi, come stati ossessivi, compulsavi, fobici, e soprattutto le cosiddette neurosi d’ansia o d’angoscia, di cui appunto l’ansia e’ sintomo unico o fondamentale.
Angoscia: preoccupazione assillante, inquietudine, ansia ossessiva.
Sintomi: difficolta’ di respiro, senso di oppressione, di soffocamento che procura uno stato di ansieta’, d’agitazione.
Le conseguenze: mancanza di fiducia in se stesso, negli altri e in Dio. Mancanza di pace, paura del futuro, scoraggiamento, depressione, fissazione e apatia.
Malattie fisiche: gastrite, ulcera, malattie intestinali e digestive.
Malattie nervose: mal di testa sistematico, spossatezza fisica e altri generi di malattie imprevedibili.
La soluzione
Fiducia nelle promesse di Dio per te
Il punto di passaggio dall’ansia alle promesse: alla luce della Parola e della preghiera, comprendere la situazione in cui siamo(c’e’ il ladro che vuole derubarci della pace che Dio ci ha dato) ed incamminarci verso le Sue promesse (c’e’ Gesu’ che vuole ristabilirci)
Giovanni 10:10 Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere, ma io sono venuto affinche’ abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.
Dobbiamo fondare la nostra fiducia sulle nostre capacita’? No!
Proverbi 3:5 Confida nell’Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento;
Perche’ allora dobbiamo avere fiducia nelle promesse di Dio?
Perche’ Dio e’ fedele alle promesse fatte, non le dimentica ele adempie!
Ebrei 10:23 Riteniamo ferma la confessione della nostra speranza, perche’ e’ fedele colui che ha fatto le promesse.
In Cristo c’e’ la realizzazione di tutte le promesse:
2Corinzi 1:19 Perche’ il Figlio di Dio, Gesu’ Cristo, che e’ stato fra voi predicato, da noi cioe’ da me, da Silvano e da Timoteo non e’ stato si e no, ma e’ stato si in lui. Poiche’ tutte le promesse di Dio hanno in lui il si e l’amen, alla gloria di Dio per mezzo di noi.
Or colui che ci conferma assieme a voi in Cristo e’ Dio, il quale ci ha anche sigillati e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori.
Tutte le promesse sono anche per te:
Galati 3:22 Ma la scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, affinche’ fosse data ai credenti la promessa mediante la fede in Gesu’ Cristo.
Efesini 1:3..ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo.
Le promesse si ricevono e si adempiono per fede e pazienza
Ebrei 6:12 affinche’ non diventiate pigri, ma siate imitatori di coloro che mediante la fede e pazienza ereditano le promesse...........e cosi Abramo, avendo aspettato con pazienza, ottenne la promessa.
Promesse di benedizioni spirituali:
Il perdono dei peccati: Atti 2:38-39
Il dono dello Spirito Santo:Atti 2:38-39
La rigenerazione del cuore : Ebrei 8:10
L’adozione: 2Corinzi 6:18-7:1, Galati 4:28
Il ritorno di Cristo: Matteo 24:30; Ebrei 9:28
La resurrezione del corpo: Filippesi 3:20_21 1 Corinzi 15:45
La vita eterna: Giovanni 5:24
Nuovi cieli e nuova terra: 2 Pietro 3:13
Promesse di benedizioni temporali:
La condizione per ottenere le promesse:
Tenere ferma
Giosue’ 1:8 Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca giorno e notte, cercando di agire secondo tutto cio’ che vi e’ scritto, perche’ allora riuscirai nelle tue imprese, allora prospererai.
Levitino 26:3 Se vi comportate secondo i miei statuti osservate i miei comandamenti e li mettete in pratica, io vi daro’ le piogge nella loro stagione la terra dara’ i suoi prodotti, gli alberi della campagna daranno i loro frutti. La trebbiatura durera’ fino alla vendemmia e la vendemmia fino alla semina, mangerete a sazieta’ il vostro pane e abiterete sicuro nel vostro paese. Io faro’ regnare la pace nel paese, vi coricherete e nessuno vi spaventera’.
Deut. 7:12 L’Eterno allontanera’ da te ogni malattia e non mandera’ su di te alcuno di que funesti malanni..
Deut. 11:24 Ogni luogo che la pianta del vostro piede calchera’ sara’ vostro.
L’ansia e le promesse
Luca 12:29 Inoltre non cercate che cosa mangerete o che cosa berrete, e non ne state in ansia, perche’ le genti del mondo cercano tutte queste cose, ma il Padre vostro sa che ne avete di bisogno. Cercate piuttosto il regno di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte, dov’e’ il vostro tesoro la sara’ anche il vostro cuore.
Filippesi 4:4 rallegratevi nel continuo nel Signore, lo ripeto ancora,Rallegratevi. La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini; il signore e’ vicino. Non siate in ansieta’ per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. Ela pace di Dio, che sovrana ogni intelligenza, custodira’ i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesu’.
Lamentazioni 3:24
«Il SIGNORE è la mia parte», io dico,
«perciò spererò in lui».
Salmi 73:25
Chi ho io in cielo fuori di te?
E sulla terra non desidero che te.
Salmi 84:11
Perché Dio, il SIGNORE, è sole e scudo;
il SIGNORE concederà grazia e gloria.
Egli non rifiuterà di far del bene a quelli che camminano rettamente.
2Timoteo 2:3
Sopporta la tua parte di sofferenze come un buon soldato di Cristo Gesù.
Il testo ord. tu dunque non si appoggia che a due codici e non antichi. I soldati dell'esercito di Cristo sono molti ed è con tutti loro, non con l'apostolo solamente, che Timoteo deve dividere i travagli. L'immagine della milizia torna di frequente sotto la penna di Paolo. Es.1Corinzi 9:7; 2Corinzi 10:3-4; 1Timoteo 1:18; Efesini 6:11 e segg; Filippesi 2:25. Egli ha avuto che fare fin troppo a lungo coi soldati romani nelle sue varie prigionie ed anche ora è guardato da soldati. Ogni cristiano è soldato di Cristo, ma lo sono in senso più completo coloro che si dànno interamente al ministerio del Vangelo. Il capo che li ha arruolati ed a cui ubbidiscono è Cristo; i nemici da combattere sono tutto ciò che si oppone al regno di Cristo; le armi loro non son carnali ma spirituali, nè mancano per loro i disagii, le fatiche ed i pericoli quando vogliano essere buoni soldati, fedeli al capo ed alla causa. Condizione di un buon servizio militare è il non essere trattenuto o distratto da altri affari.
2Timoteo 2:4
Nessuno che faccia il soldato si impaccia negli affari della vita, affin di contentare colui che l'ha arruolato.
Gli affari della vita, sono i commerci e le industrie, l'esercizio delle professioni varie cui si dànno gli uomini per guadagnarsi da vivere. Quando uno è sotto le armi l'attendere ai negozi od all'agricoltura gli sarebbe d'impaccio. Chi si arruolava doveva rinunziarvi. E così deve fare chi è stato arruolato da Cristo nel ministerio della Parola ch'è sufficiente ad assorbire tutte le forze è tutto il tempo. La regola va intesa tuttavia cum grano salis poichè Paolo stesso si è trovato nella necessità di provvedere col lavoro manuale al proprio sostentamento ed i missionarii vi sono del pari costretti almeno nei primi tempi dell'opera. Ma ciò non implica divisione dell'animo; il ministerio resta lo scopo e la preoccupazione dominante cui tutto il resto serve. In certe circostanze ritenute minacciose, Paolo ha consigliato perfino il celibato 1Corinzi 7 ai cristiani, mentre in altre circostanze consiglia il matrimonio. Così avrà potuto fare riguardo ai ministri; l'essenziale è che il soldato di Cristo sia dato di cuore all'opera sua, chè così farà contento, il suo capo.
Filippesi 4:11
Non è ch'io voglia parlare dei miei bisogni; perché quant'è a me, io ho imparato ad esser contento dello stato nel quale mi trovo. Io so viver povero e so vivere nelle abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato ad esser saziato e ad aver fame; si esser nell'abbondanza e ad esser nella penuria. Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica. Nondimeno avete fatto bene a prender parte alla mia afflizione.
Preme all'apostolo di non esser frainteso.
Ad esser contento.
La parola che traduco contento, nell'originale è autarkhV «che basta a se stesso, che non ha bisogno dell'aiuto altrui, affatto indipendente». È parola che gli stoici usavano spesso ad esprimere questa loro dottrina: L'uomo in ogni cosa deve bastare a se stesso ed esser atto, per forza di volontà, a resistere ad ogni vento di circostanze. «Beatus est praesentibus, qualiacunque sunt, contentus» Seneca: De Vita Beata, 6, citato dal Vincent). Ora Paolo non basta a se stesso nel senso stoico; basta a se stesso per l'energia d'un nuovo io, per l'energia di Cristo in lui (cfr. 2Corinzi 3:5).
Romani 8:28
Questo, d'altronde, sappiamo per via di rivelazione più diretta e più chiara circa il piano di Dio.
Or noi sappiamo che tutte le cose,
le prospere come le avverse Romani 5:3-5,
cooperano
insieme nella lor molteplice varietà,
al bene
vero ed eterno,
di coloro che amano Iddio,
da cui sono stati per i primi amati in Cristo. Il loro sospiro è volto alla gloria e sanno che a quel fine Dio fa tutto volgere, perchè il suo proponimento è di condurvi i suoi. Le loro braccia, sono tese verso la riva beata che intravedono; e vi giungeranno, perchè sanno che il Comando superiore ha assegnato appunto quella destinazione alla lor nave e che il Capitano manovra assiduamente per giungervi, valendosi anche dei venti contrari. Infatti, a spiegare perchè Dio fa tutto volgere al loro bene, l'Apostolo soggiunge:
i quali sono chiamati secondo [il suo] proponimento.
Sono, cioè, nel numero di coloro che hanno ricevuta ed accettata la vocazione celeste, e vi si trovano perchè questo entra nel piano eterno di Dio, stabilito innanzi ai secoli 2Timoteo 1:9; Romani.9:11; Efesini 1:11; 3:11; vedi anche Efesini 3:25. Chiamati da Dio, secondo un proponimento eterno, egli li condurrà sicuramente alla meta gloriosa cui li ha destinati, e che consiste nella conformità con Cristo.
Colossesi 3:5
Guerra al vecchio io: Colossesi 3:5-8.
Fatte dunque morire le membra che son sulla terra: impudicizia, impurità, lussuria, malvagio desiderio e la cupidigia che è idolatria. È a cagione di queste cose che viene l'ira di Dio, alle quali un tempo voi pure foste dediti, quando vivevate in esse; ma ora, anche voi, gittate via tutto questo: ira, sdegno, malignità, maldicenza, sconcio parlare che potrebbe sfuggirvi di bocca.
Il dunque connette questo brano col precedente. Per l'apostolo esiste un nesso intimo fra i precetti morali che studiamo qui, e le sorgenti di forza e di vita spirituale che il brano passato ci ha rivelate.
Le vostre membra che son sulla terra.
È un'immagine. Paolo ama di render concreto per via di personificazione quello che di per se stesso è astratto Colossesi 1:18; 3:9. Qui, dovendosi occupare del «male», ossia di tutto ciò che è contrario alla volontà di Dio, egli comincia con l'addirittura personificare codesto male. E non è personificazione nuova. Vedi Colossesi 2:11; 3:9. Il «corpo della carne» e l'«uomo vecchio» di codesti passi, hanno qui membra poderose. Sono le membra che l'apostolo chiamerà, nella lettera ai romani, «gli atti del corpo» Romani 8:13: e in quella ai galati, «le passioni e le concupiscenze della carne» Galati 5:25.
Le membra che son sulla terra.
Personificando il male nelle sue varie manifestazioni, è chiaro che ci aggiriamo in un ordine di cose basse e terrene.
La cupidigia che è idolatria.
Cfr. Efesini 4:19; 5:5. Se prendiamo infatti a considerare uno ad uno gli innumerevoli oggetti della cupidigia, danaro, gloria, libidine ecc., ci accorgiamo subito ch'essi usurpano tutti, nel cuore umano, il posto dovuto a Dio e creano sempre un'ignobile forma d'idolatria.
Come s'accorda egli questo fate morire, uccidete di Colossesi 3:5 e il gittate via tutto questo di Colossesi 3:8 col «voi già moriste e la vostra vita è stata ed è nascosta con Cristo in Dio» di Colossesi 3:3? Se i colossesi sono morti al peccato, che bisogno hanno essi di morire ancora? Ecco come s'accorda: «Voi già moriste, e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio»; è l'ideale del cristiano, secondo Paolo; come, secondo Giovanni, l'ideale del Cristiano è nella formula sublime: «Chiunque dimora in lui non pecca» 1Giovanni 3:6. È dopo aver presentato l'ideale, l'apostolo, secondo il suo metodo, scende nel campo della realtà ed esclama: «Fate dunque morire, gittate via tutto quello che appartiene all'uomo vecchio, e slanciatevi alla conquista del nuovo ideale!».
Ebrei 13:5
Ebrei 13:5-6. Non avarizia, ma fiducia in Dio.
Siano senza avarizia i vostri cuori, essendo contenti di quel che avete al presente;
I costumi (tropoV) sono la maniera di vita, il carattere e le abitudini che lo manifestano. L'avarizia è definita dal greco l'«amor del denaro» che si palesa tanto nella tenacità colla quale si conservano i beni materiali che già si hanno, quanto nell'ardore con cui si cerca di acquistarne degli altri. Cf. 1Timoteo 6:9-10. «Quelli che vogliono arricchire...» Poteva una tale tendenza riuscir fatale alla pietà sia coll'impedire il doveroso esercizio dell'amor fraterno, sia col tentare l'anima a sacrificare i beni spirituali per conservare i materiali minacciati dalle persecuzioni.
All'avarizia lo scrittore contrappone la disposizione cristiana a contentarsi di quel che uno ha presentemente 1Timoteo 6:6 senza preoccuparsi con soverchia ansietà del domani, e senza darsi con cupidigia irrequieta ad accumular ricchezze. Il motivo di tale serena contentezza del presente, sta nella promessa esplicita fatta da Dio ai suoi di non abbandonarli.
Egli stesso infatti ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò».
Tale promessa, sotto la forma in cui vien qui riprodotta, non si trova in alcun luogo della Scrittura. Le parole di Dio a Giosuè Giosuè 1:5 ne contengono una parte, ma la citazione pare derivata da Deuteronomio 31:6 o da 1Cronache 28:20. Nel primo passo (secondo il cod. A della LXX) Mosè dice a Giosuè: «[il Signore] non ti lascerà e non ti abbandonerà», cioè, non ritrarrà da te la mano che sostiene e guida chi è debole e non ti lascerà solo in mezzo alle difficoltà. La promessa è posta qui in bocca a Dio stesso e applicata a tutto il suo popolo, mentre nel Deuteronomio era rivolta al conduttore e al rappresentante d'Israele. La si ritrova di già in Filone alla persona. Fondato su quell'assicurazione del Dio fedele ed onnipotente, ogni membro del popolo di Dio può guardare senza timore all'avvenire ed ai pericoli che può nascondere.
Matteo 6:19
Matteo 6:19-34. PREOCCUPAZIONE DELLE COSE CELESTI E CONFIDANZA FILIALE
A prima vista può sembrare al lettore non esservi alcuna relazione fra l'argomento trattato in Matteo 6:19 e quelli dell'elemosina, della preghiera e del digiuno che lo precedono. Non è così peraltro. La piena consacrazione del cuore a Dio è l'anello di congiunzione fra il vers. 18, ed i seguenti. Infatti, come il nostro Signore ha dimostrato nei vers. precedenti che quella consacrazione sola dà qualche valore all'elemosina, alla preghiera ed al digiuno, così, col mezzo delle espressioni: «non vi fate tesori in terra, anzi fatevi tesori in cielo» egli dimostra che quella consacrazione è obbligatoria per tutti gli uomini, e che in essa consiste la vera felicità.
19. Non vi fate tesori sulla terra,
L'uomo ha bisogno di avere uno scopo per il quale egli viva e lavori, un oggetto in cui egli ponga i suoi affetti altrimenti la sua vita diviene insipida e molesta. Quell'oggetto, qualunque esso sia, è il suo tesoro. Due sono i grandi oggetti che si contendono il cuore umano: gli interessi del tempo, e quelli dell'eternità. I primi comprendono i piaceri terreni e i doveri legittimi, nonché gli atti peccaminosi e gli affetti disordinati per le cose di questo mondo. Queste "cose periscono per l'uso», e non possono assicurarci una gioia duratura, o saziare la fame di felicità che divora ogni anima immortale, per cui Gesù dice ch'esse vanno soggette ad essere guastate dalla tignuola e dalla ruggine.
ove la tignola
Nell'Oriente, in antico, i tesori d'un uomo ricco comprendevano un gran numero di mute di vesti Genesi 45:22; Giudici 14:12-13, conservato tanto per far doni, quanto per l'uso degli ospiti. In quei climi caldi, quelle vesti costose erano particolarmente soggette ad intignare e guastarsi, e ciò fornì un esempio al nostro Signore per dimostrare la pazzia di coloro che mettono il cuore in tesori che vanno distrutti.
e la ruggine consumano; e dove i ladri sconficcano e rubano.
brosis accenna a qualsiasi agente che corroda, consumi o guasti i metalli preziosi. La «ruggine», rigorosamente parlando, non attacca l'argento o l'oro bensì le monete di bronzo molto in uso a quell'epoca, e nelle quali consistevano, senza dubbio, i piccoli tesori ammassati dagli uditori del Signore. La popolazione della Galilea, ai tempi di Gesù Cristo, poco conosceva l'uso delle banche rese necessarie dal commercio moderno, nelle quali il danaro si mettesse a frutto, invece di nasconderlo sotterra, o in qualche cantuccio segreto della casa; e il deterioramento di quella rozza moneta, per via della ruggine, o per altre cagioni, doveva dare a quella gente un'idea esattissima e familiare della natura transitoria dei tesori terreni mentre la poca sicurezza in cui erano contro le aggressioni dei briganti e contro l'astuzia ed i raggiri dei ladri, davano maggior forza all'idea medesima.
PASSI PARALLELI
Giobbe 31:24; Salmo 39:6; 62:10; Proverbi 11:4; 16:16; 23:5; Ecclesiaste 2:26; 5:10-14
Sofonia 1:18; Luca 12:21; 18:24; 1Timoteo 6:8-10,17; Ebrei 13:5; Giacomo 5:1-3
“... io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giov 10:10 LND)
Gesù è venuto per darci la vita in abbondanza, una vita nella quale il frutto dello Spirito Santo abbonda in noi, e cioè:
“amore gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo.” (Gal 5:22 LND)
Quindi, in Gesù Cristo, possiamo trovare la cura per qualsiasi malattia spirituale, per esempio, per l'odio, la paura, il rancore, l'orgoglio, e per tutto il resto che ci fa del male spiritualmente.
Oggi, voglio parlare di una malattia spirituale molto diffusa, e molto grave, che ci danneggia molto. Quando arriva, ci fa tanto, tanto male. Ci ostacola dall'avere la gioia, ci ruba la pace, ci ostacola dal vivere alla gloria di Dio.
Però, grazie a Dio, in Gesù Cristo, possiamo essere liberati da questa malattia.
Il male di cui sto parlando è lo scoraggiamento. Ogni persona conosce lo scoraggiamento, chi molto spesso e profondamente, chi meno frequentemente. Però, ogni credente conosce lo scoraggiamento.
Oggi, con l'aiuto di Dio, voglio aiutarvi a capire le cause principali dello scoraggiamento, e la cura per poterne uscire vittoriosi.
E se tu non sei credente, ti invito ad andare a Gesù per la salvezza.
Che cos'è lo scoraggiamento
Iniziamo considerando brevemente che cos'è lo scoraggiamento. Dico brevemente, perché è un qualcosa che già conosciamo per esperienza.
Lo scoraggiamento è uno stato d'animo in cui tutto sembra inutile, sembra che non ci sia speranza, sembra che i problemi o le difficoltà siano montagne impossibili da superare.
Lo scoraggiamento non dipende dalle circostanze, ma dipende dallo stato d'animo che abbiamo riguardo alle circostanze.
Quando uno è scoraggiato, vede tutto buio, anche se è circondato di luce. Lo scoraggiamento fa sembrare che tutto sia buio, perché la persona sceglie di guardare a ciò che è buio.
Lo scoraggiamento è come una catena pesante, che ti tiene legato.
Quando uno è scoraggiato, non ha la gioia, non sente la pace, non può rallegrarsi. Si sente fiacco, troppo debole per agire o reagire.
Forse il male peggiore che lo scoraggiamento produce è che ti ostacola dal camminare nella strada giusta, perché sembra troppo difficile, e perciò, come conseguenza, cammini nella strada sbagliata, seminando male, e ciò spesso ti porta a subire delle brutte conseguenze anche nel futuro.
Salmi 37:4
Trova la tua gioia nel SIGNORE,
ed egli appagherà i desideri del tuo cuore
Le sofferenze di Paolo
Consideriamo ora un esempio di come l'Apostolo Paolo aiutava i credenti di Efeso a non essere scoraggiati. Questi credenti avevano un grande amore per Paolo. Perciò, quando sentirono che egli stava soffrendo molto, molto presumibilmente erano scoraggiati. Per aiutarli a non scoraggiarsi, Paolo scrisse in Efesini 3:13:
“Per la qual cosa vi chiedo che non vi scoraggiate a causa delle mie tribolazioni che soffro per voi, il che è la vostra gloria.” (Efe 3:13 LND)
Per aiutarli a non essere scoraggiati sentendo delle sue tribolazioni, Paolo parlò con loro del frutto che la sua sofferenza stava producendo. Spiegò loro che la sua sofferenza era per la loro gloria
Gesù Cristo è la nostra speranza in ogni prova e sofferenza. È per la sua potenza, e per le sue promesse, che possiamo restare tranquilli in ogni sofferenza!
I nostri peccati possono scoraggiarci tantissimo quando li vediamo.
Per esempio, quando riconosciamo un nostro peccato, possiamo sentirci un fallimento. Se continuiamo a cadere nello stesso peccato, possiamo esserne molto scoraggiati. Quando riconosciamo quanto il nostro cuore è nero, anche questo può scoraggiarci.
Quando siamo scoraggiati a causa del nostro peccato, sembra impossibile ottenere il perdono. Sembra che sia impossibile poter tornare a Dio e camminare come avremmo dovuto fare prima.
Qual è la cura, quando ci sentiamo scoraggiati a causa dei nostri peccati?
Per capire la soluzione, dobbiamo capire prima il problema. Quando siamo scoraggiati a causa del nostro peccato, dove stiamo guardando? A che cosa stiamo pensando?
Quando siamo scoraggiati a causa dei nostri peccati, stiamo guardando al nostro peccato. Stiamo guardando a quanto noi siamo malvagi, e deboli.
Il modo per superare lo scoraggiamento è di guardare a Cristo, anziché ai nostri peccati.
Quando riconosciamo il nostro peccato, la cura è di rivolgerci a Dio per mezzo di Gesù Cristo, per essere perdonati e purificati.
Per quanto il nostro peccato possa essere grande, quanto più grande è il sacrificio di Cristo, e il perdono che possiamo ricevere gratuitamente in Lui!
Infatti, in Romani 5:20 leggiamo:
“ dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata,” (Rom 5:20 LND)
La grazia di Dio in Cristo è infinitamente più grande del più grande peccato nostro. In Efesini, leggiamo della ricchezza della grazia di Dio in Cristo, che è la base del nostro perdono.
Ci sono le volte che non abbandoniamo un peccato. In questi casi, prima o poi, Dio manda la sua disciplina.
La disciplina di Dio può essere molto dura, e a volte, possiamo essere scoraggiati quando siamo sotto la sua disciplina.
In questi casi, Ebrei 12:4-14 ci spiega come superare lo scoraggiamento. Leggiamolo, e poi, vorrei fare qualche commento.
“4 Voi non avete ancora resistito fino al sangue, combattendo contro il peccato, 5 e avete dimenticato l’esortazione che si rivolge a voi come a figli: "Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d’animo quando sei da lui ripreso, 6 perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce". 7 Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga? 8 Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli. 9 Inoltre ben abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più ora al Padre degli spiriti, per vivere? 10 Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità. 11 Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo. 12 Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti, 13 e fate dei sentieri diritti per i vostri piedi, affinché l’arto zoppo non divenga slogato, ma sia piuttosto risanato. 14 Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore,” (Eb 12:4-14 LND)
Quando la disciplina arriva, non sembra mai che possa motivare gioia. Però, produrrà un pacifico frutto di giustizia, e perciò, ci porterà ad avere una gioia che durerà.
“12 Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti, 13 e fate dei sentieri diritti per i vostri piedi, affinché l’arto zoppo non divenga slogato, ma sia piuttosto risanato.” (Ebr 12:12-13 LND)
Quando ci troviamo davanti a problemi o difficoltà, il modo per non essere scoraggiati è di ricordare e meditare sulla cura di Dio per noi. È importante ricordare chi è Dio, i suoi attributi, e ricordare la sua opera passata per noi, e anche ricordare le sue promesse che ci ha lasciato. Quando noi pensiamo a queste cose, anziché al problema o alla difficoltà che ci sta davanti, invece di essere scoraggiati, potremo avere gioia, anche nelle prove più difficili e pesanti. Guardiamo a Dio, e ricordiamoci che avendo Gesù Cristo come Signore, abbiamo libero accesso a Dio stesso! Abbiamo Gesù Cristo come Mediatore, abbiamo Gesù come il nostro Avvocato, abbiamo tutti i benefici del suo sacrificio sulla croce e con la sua risurrezione!
Cosa sono i problemi più profondi davanti all'onnipotenza di Dio? Quanto è importante confrontare i problemi con gli attributi di Dio, perché facendo così, vedremo che possiamo gioire in Cristo, in mezzo alle difficoltà più profonde!






























































