La Chiesa dei cristiani.
Definita con nomi diversi quali Sposa di Cristo, Gerusalemme celeste (Città di Dio), Madre dei santi, Corpo di Cristo, essa è una, santa, gloriosa, pura, immacolata e fedele.
È costituita di persone viventi in questo mondo che credono in Cristo Gesù e dai santi che vivono nell'altro (poiché i santi sono sempre viventi).
Solo a Dio è nota nei particolari e nella sua interezza.
Le unità locali, composte da due o più persone, per il loro "credo" conforme alla dottrina apostolica, debbono essere considerate "nel loro insieme" sante e appartenenti alla Chiesa cattolica (cioè "universale"); pertanto, nessuno può, e deve, giudicare i singoli membri in merito al destino futuro della loro anima poiché questo spetta solo a Dio (ciò sarebbe un arbitrario giudizio del destino delle loro anime), mentre si possono, anzi, si devono giudicare le azioni dei singoli per correggerli amorevolmente se non operano in conformità alla Parola.
Questa chiesa, come Sposa di Cristo, è una e fedele e, come Gerusalemme celeste (la Città di Dio), ospita e difende dagli attacchi i suoi abitanti nelle proprie forti mura; come madre dei credenti, educa i suoi figlioli nella sana dottrina del Signore e, come corpo di Cristo, conserva le sue membra nell'unità mediante il vincolo della Carità.
L'unione di questa chiesa è il punto più importante.
Non si può dividere la "sposa" di Cristo né la Città di Dio o la madre dei credenti né, tantomeno, il corpo di Cristo.
Chi non fa parte della sposa non può appartenere a Cristo e chi non abita in Gerusalemme non può esserne cittadino e chi abbandona la madre contemporaneamente abbandona suo Padre e chi emigra dal corpo di Cristo cessa di farne parte.
Come evitare questi errori fatali, come conservare il sacro vincolo dell'unione con il corpo di Cristo?
Cristo raccoglie nella Sua casa, chi raccoglie al di fuori "disperde".
Gesù disse:
Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde. (Mat. 12:30)
Domandiamoci, però, che significa "chi non raccoglie con me" .
Raccogliere con Cristo significa cooperare con Lui al fine di portare ogni uomo nel Regno di Dio come un operaio che, assieme al padrone, raccoglie il grano diligentemente per riporlo nel granaio di quest'ultimo.
Il fine è questo: "raccogliere per riporre nel granaio del padrone" e non di altri.
Ora tutti sappiamo dove si trova questo granaio del padrone, in cielo; perciò non dobbiamo avere altri traguardi o scopi, e lì che chi raccoglie con Lui vuole deporre il raccolto.
Rimanere nell'unità della chiesa significa, quindi, non disperdere perché chi disperde non rimane nell'unità e perciò divide.
Nel 251 così diceva il santo martire Cipriano (vescovo):
Ebbene, può esserci qualcuno che creda si possa dividere l'unità della Chiesa, questa unità che viene dalla stabilità divina e che è legata ai misteri celesti, e penserà che si possa dissolvere per la divergenza di opposte volontà? Chi non si tiene in questa unità, non si tiene nella legge di Dio, non si tiene nella fede del Padre e del Figlio, non si tiene nella vita e nella salvezza.
Questo mistero dell'unità, questo vincolo dei concordia stretto alla perfezione, ci viene indicato nel vangelo, là dove si parla della tunica del Signore Gesù Cristo: essa non viene affatto divisa né strappata; ma si gettano le sorti sulla veste di Cristo, sicché chi dovrà rivestirsi della veste di Cristo riceva la veste intatta e possieda indivisa e integra quella tunica.
Così leggiamo nella divina Scrittura:
" … Or la tunica era senza cuciture, tessuta per intero dall'alto in basso. Dissero dunque tra loro: Non la stracciamo, ma tiriamo a sorte a chi tocchi; (Giov. 19:23,24) –
Possiamo notare nella Scrittura che la tunica mostra l'unione che viene dall'alto in basso, cioè dal cielo alla terra, dal Padre al Figlio, da Dio all'uomo.
Quella tunica non poteva venire divisa senza essere strappata e resa, perciò, inservibile per chiunque.
Colui che cerca di separare la Chiesa cerca di strappare quella tunica e, se ci riesce, a lui rimane solo un pezzo inservibile.
La vita nella Chiesa di Cristo è una vita di pace e di concordia con tutti ed in special modo con i fratelli.
Le parole del divino Maestro risuonano così:
"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi."
Giov. 15:12
"Padre santo, conservali nel tuo nome, essi che tu m'hai dati, affinché siano uno, come noi." (Giov. 17:11)
Amore e unione, un binomio santo, questa la ricetta per essere parte della Chiesa di Cristo.
Un destino ingrato è riservato a chi non si attiene a questo binomio; leggiamo , infatti:
Ma se vi mordete e divorate gli uni gli altri, guardate di non esser consumati gli uni dagli altri. (Gal. 5:15)
Purtroppo oggigiorno ciò succede, si morde, si divora si diventa omicida. Non c'è bisogno di uccidere fisicamente per essere un omicida, sapete? Leggiamo dalla Scrittura:
Chiunque odia il suo fratello è omicida; e voi sapete che nessun omicida ha la vita eterna dimorante in se stesso. (I Giov. 3:15)
Attenti, dunque, lasciamo riempire tutto il nostro cuore dall'amore di Dio e non ci sarà posto per l'odio.
Attenti a discernere il corpo di Cristo, attenti a discernere
Purtroppo oggi molte sono le chiese che si autodefiniscono "cristiane" e poi con i fatti (la divisione) rinnegano tale appartenenza.
Responsabilità dei pastori.
Quanta e quale responsabilità hanno i Pastori che non pasturano nel sano amore i loro greggi!
Oggi ci sembra di vivere contrasti enormi: vediamo pastori che si distinguono per la loro abnegazione e dedizione al compito che Dio ha affidato loro e che pascolano e pasturano il "gregge" secondo la Parola, volenterosamente, come suggerisce l'Apostolo Pietro: "Pascete il gregge di Dio che è fra voi, non forzatamente, ma volonterosamente secondo Dio; non per un vil guadagno, ma di buon animo; (I Pietro 5:2)" mentre altri si arricchiscono sfruttando la Carità delle anime semplici; chiese guidate da Pastori poveri di ricchezze terrene ma ricchi di Carità e doni dello Spirito e chiese guidate da Pastori ricchi secondo il concetto terreno e poveri secondo Dio, che hanno dimenticato quanto detto da Gesù: "Nessun domestico può servire a due padroni: perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o si atterrà all'uno e sprezzerà l'altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona.[1] (Luca 16:13).
Samuele, profeta di Dio, poté dire: "Eccomi qui; rendete la vostra testimonianza a mio carico, in presenza dell'Eterno e in presenza del suo unto: A chi ho preso il bue? A chi ho preso l'asino? Chi ho defraudato? A chi ho fatto violenza? Dalle mani di chi ho accettato doni per chiuder gli occhi a suo riguardo? Io vi restituirò ogni cosa!" (I Sam. 12:3)" e si sentì rispondere: "Tu non ci hai defraudati, non ci hai fatto violenza, e non hai preso nulla dalle mani di chicchessia" (I Sam. 12:4)
Alle poche chiese che vivono nell'amore fraterno guidate da pastori ordinati da Dio fanno contrasto altre guidate da pastori che si odiano l'un l'altro perché ognuno si ritiene più santo dell'altro; chiese che non si frequentano e restano strettamente separate le une dalle altre anche quando s'incontrano fisicamente.
Ci sono, addirittura, dei casi in cui i membri di una stessa famiglia frequentano due comunità diverse che non hanno relazioni fra di loro a causa della dottrina differente imposta dalle loro guide terrene!
Vediamo, anche, comunità che si lasciano trasportare da insane dottrine da parte chi predica l'Amore di Dio e ne rinnega la potenza, poiché ne sparge con la voce solo l'apparenza e non ne ospita nel proprio cuore la sostanza, come dimostrano i fatti che consistono nel rifiuto dell'unione fraterna e nel giudizio degli altri.
Si verifica anche oggi, purtroppo, quello che è accaduto al tempo della costruzione della torre di Babele.
Il nome "Babilonia" significa "confusione", infatti esso deriva dal verbo "Babel" che significa "confondere"; ed oggi esiste, purtroppo, grande confusione!
Così, come allora, anche oggi si tenta di costruire torri che saranno demolite, torri costruite con mattoni e non pietre (con persone preconfezionate e non con la loro libera individualità) tenute assieme da bitume e non da calcina.
Il bitume rappresenta, infatti, il falso amore che al primo calore, alla prima prova si liquefa, mentre la calcina rappresenta il vero amore che non cede alla prova.
Non si può straziare e lacerare la Chiesa con liti e discordie.
Il passo che riporterò in seguito è tratto dal documento patristico più antico cioè "La lettera di Clemente Romano" scritta ai Corinti nel 96-98 d. C.
"Perché liti, collere, discordie, scismi[2] e guerre tra voi? Non abbiamo forse un unico Dio, un unico Cristo, un unico Spirito di grazia diffuso su di noi, un'unica vocazione in Cristo? Perché straziare e lacerare la membra di Cristo, perché ribellarsi contro il proprio corpo e arrivare a tal punto di delirio da dimenticare di essere gli uni membra degli altri?
Ricordate le parole di Gesù nostro Signore. Egli ha detto: Guai a quel uomo! Sarebbe stato meglio se non fosse mai nato, piuttosto che recare scandalo a uno dei miei eletti; sarebbe meglio che gli fosse messa al collo una pietra da mulino e fosse sommerso nel mare, piuttosto che trarre al male uno dei miei eletti. La vostra scissione ha sviato molti, ha gettato molti nello scoraggiamento, molti nel dubbio, tutti noi nel dolore; e il vostro dissidio perdura ancora.
Prendete in mano la lettera di San Paolo apostolo. Qual è la cosa che vi ha scritto per prima all'inizio del suo messaggio? Certo è sotto un'ispirazione divina che egli vi ha scritto una lettera su se stesso, su Cefa, su Apollo, perché fin da allora vi era tra voi la tendenza alle fazioni. Ma quel parteggiare vi ha causato allora un male minore, perché le vostre preferenze andavano verso apostoli famosi per chiara reputazione e verso un uomo approvato da loro. Ora invece date ascolto a gente da nulla, a persone che vi pervertono e gettano il discredito su quella vostra coesione fraterna, che vi ha resi meritatamente celebri."
Il comando è di stare uniti.
Restiamo uniti nell'amore con tutti coloro che confessano Gesù Cristo come loro Signore; qualcuno chiederà a maggior chiarimento: "Confessare Gesù, come, con la bocca? Molti confessano Gesù con la bocca e poi con le azioni lo rinnegano!".
Nella Scrittura è detto:
"Perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore, e avrai creduto col cuore che Dio l'ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti col cuore si crede per ottener la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati." (Rom. 10:9,10)
Riflettiamo: noi possiamo ascoltare con le nostre orecchie ciò che una persona confessa con la bocca ma riusciamo a vedere nel cuore di quella persona per sapere se veramente ha creduto?
Spetta a noi indagare nei cuori delle persone? Perché, allora, vogliamo scrutare ciò che a noi è nascosto? perché sospettare il male? Ciò non è Carità.
Accettare gli altri diventa difficile se apriamo una tale inchiesta!
Giudicare i cuori spetta a Dio!
A noi spetta giudicare le azioni, quindi se le azioni di quella persona non sono conformi alla legge di Dio noi possiamo (e dobbiamo) riprenderla amorevolmente per ricondurla, se possibile, sul retto sentiero e mai giudicarla e soprattutto condannarla!
Ricordiamo:
"Non giudicate acciocché non siate giudicati; perché col giudicio col quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura onde misurate, sarà misurato a voi." (Mat. 7:1,2)
Fare dei distinguo, giudicare i fratelli che non la pensano esattamente come noi, pretendere che gli altri si uniformino al "nostro" pensiero nella presunzione che "il nostro" sia lo stesso di quello di Dio è diabolico.
In tale caso si creano inevitabilmente delle sètte e ciò è contrario a quanto raccomandato da Dio, creare delle sètte significa praticare quelle opere della carne (come diceva l'Apostolo Paolo)
"circa le quali vi prevengo, come anche v'ho già prevenuti, che quelli che fanno tali cose non erederanno il regno di Dio". (Gal. 5:21)
Occorre confrontare le nostre opinioni con quelle degli altri ma con un'unica pietra di paragone e di giudizio, quella della Parola di Dio.
Siamo pure prudenti come serpenti (e non sospettosi!) ma semplici come le colombe!
Se davanti ad ogni confessione di fede fatta con la bocca dovessimo pensare: "chi sa se dice il vero?" o "adesso stiamo a vedere!" quale Carità avremmo? Saremmo solo sospettosi e ci porremmo in qualità di arbitri e giudici, ruoli che non spettano al credente.
Ecco perché il cristiano che possiede Carità "non sospetta il male", "crede ogni cosa".
Come individuare
Ricordandoci delle parole del divino Maestro: "Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri. (Giov. 13:35)" comprendiamo che il mondo può capire quali siano i discepoli del Signore ed individuare
Il solo segno che distingue la Chiesa di Cristo è, quindi, l'amore, cioè la Carità; non le parole, quindi, ma i fatti e l'Amore è un fatto poiché si dimostra chiaramente:
Il fregio dell'Amore che distingue la Chiesa di Cristo è posto su tutti coloro che hanno ricevuto nel loro cuore il Figliolo di Dio.
Torniamo alla semplicità.
Possiamo:
Ø allargare agli altri le nostre braccia come ha fatto il nostro Redentore sulla croce?;
Ø aprire a tutti il nostro cuore accettandoli così come sono?;
Ø smettere di giudicare gli altri?;
Ø smettere di insuperbirci?;
Ø accettare di abbassare noi stessi? ;
Ø vivere in pace gli uni con gli altri? ;
Ø togliere dal nostro cuore ogni carnalità?;
Ø vivere in umiltà e mansuetudine come Gesù?
La risposta è SI, poiché Gesù Cristo ce ne ha dato la possibilità mandandoci il Paracleto.
Dove è la Chiesa, lì è lo Spirito di Dio; e dove è lo Spirito di Dio, là è anche la Chiesa.
Vale la pena citare quanto è stato scritto (circa nel 177) da Ireneo - vescovo di Lione, originario dell'Asia minore, ove in gioventù aveva avuto contatti con Policarpo (famoso vescovo di Smirne e discepolo dell'Apostolo Giovanni) e per questo era cresciuto in una sicura e sana dottrina cristiana - nel suo scritto "Contro le eresie III, 24, 1"
"… alla chiesa, infatti, è stato affidato il dono di Dio, come il soffio alla creatura plasmata, affinché tutte la membra, partecipandone, siano vivificate; e in lei è stata deposta la comunione con Cristo, cioè lo Spirito Santo, ara di incorruttibilità, conferma della nostra fede e scala della nostra salita a Dio. Infatti "nella Chiesa – dice – Dio pose apostoli, profeti e dottori" (I Cor. 12:28) e tutta la rimanente operazione dello Spirito. Di Lui non sono partecipi tutti quelli che non corrono alla Chiesa, ma si privano della vita a causa delle loro false dottrine ed azioni perverse. Perché dove è la Chiesa, lì è anche lo Spirito di Dio; e dove è lo Spirito di Dio, lì è anche la Chiesa ed ogni grazia. Ora lo Spirito è verità. Perciò quelli che non partecipano di Lui, non si nutrono alle mammelle della madre per la vita, né attingono alla purissima sorgente che sgorga dal corpo di Cristo, ma si "scavano delle cisterne screpolate" (Ger. 2:13) fatte da fosse di terra e bevono l'acqua fetida di un pantano: essi fuggono la fede della Chiesa per non essere smascherati e respingono lo Spirito per non essere istruiti."
Come sarebbe bello se:
· vivessimo senza sospetti nella concordia di Dio! allora saremmo meno stanchi perché non sprecheremmo le nostre forze per compiti inutili che non ci sono stati assegnati;
· ci fosse una sola chiesa cristiana;
· vivessimo tutti nell'amore di Dio, semplicemente, non dico, però, come ciechi così da non vedere le radici velenose che possono infiltrarsi tra di noi o da non distinguere i lupi travestiti da pecore o i ministri di Satana che si intrufolano tra i fedeli travestiti da angeli di luce;
· fossimo arrivati all'unità della fede!
Se apri il tuo cuore al Signore, lì sentirai la Sua voce, unica guida nella Verità "e i tuoi occhi vedranno chi ti ammaestra (Is. 30:20)"
Questo è stato promesso: "e quando andrete a destra o quando andrete a sinistra, le tue orecchie udranno dietro a te una voce che dirà: "Questa è la via; camminate per essa!" (Is. 30:21)", così non potremo sbagliare il cammino.
Nella semplicità e nell'amore il cammino verso l'unità della fede.
L'apostolo Paolo ci incoraggia dichiarandoci che Colui che ha predisposto ogni cosa per il nostro cammino spirituale è il Signore Gesù:
"Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al di sopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa. Ed è lui che ha dato gli uni, come apostoli; gli altri, come profeti; gli altri, come evangelisti; gli altri, come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi, per l'opera del ministerio, per la edificazione del corpo di Cristo, finché tutti siamo arrivati all'unità della fede e della piena conoscenza del Figliuol di Dio, allo stato d'uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo; affinché non siamo più dei bambini, sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per l'astuzia loro nelle arti seduttrici dell'errore,
ma che, seguitando verità in carità, noi cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l'aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore d'ogni singola parte, per edificar se stesso nell'amore. "(Ef. 4:10-16)
Iddio ci benedica e ci guardi.
































































