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Indossiamo l'armatura

RIVESTIAMOCI.

            “L’uomo comincia a combattere, quando nasce”. Questa massima racchiude un fondo di verità, ma soprattutto ci ricorda, che se questo è vero per l’uomo naturale, lo è anche per l’uomo spirituale che comincia a combattere, quando “nasce di nuovo”. Con la conversione, infatti, il credente si ritrova a sostenere un combattimento nuovo, non contro carne e sangue, ma contro le forze spirituali della malvagità:  “Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti” (Efesini 6:12).

        Questo combattimento non è limitato ad un periodo della vita del credente, ma è continuo nel tempo. L'apostolo Paolo, consapevole che la sua corsa stava per finire affermava di aver combattuto il buon combattimento:  “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede” (2Timoteo 4:7).

            Egli poteva inoltre invitare i credenti di ogni tempo a combattere il buon combattimento : “Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale hai fatto quella bella confessione di fede in presenza di molti testimoni” (1Timoteo 6:12).

La nostra lotta non è politica, sociale o umana, ma è un conflitto spirituale. Le nostre armi  non sono carnali o umane:  “In realtà, sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti” (2Corinzi 10:3,4)

Sono armi di fede, perché poggiano sulla potenza di Dio: “Non per potenza, né per forza, ma per lo spirito mio", dice il Signore degli eserciti” (Zaccaria 4:6).

È importante sottolineare che questa lotta è impari, simile a quella fra Davide e Golia, infatti, il combattimento è verso il regno malvagio preternaturale. Per questa ragione vi è un forte invito da parte di Dio a rivestirci della Sua completa armatura: “Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo” (Efesini 6:11).

Dio ha provveduto tutto per noi, ossia un’armatura per restare in piedi al termine del combattimento:  “Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere” (Efesini 6:13 ).

Qual è dunque l’armatura che Dio ci propone d'indossare? Essa è composta dai seguenti elementi:

LA CINTURA DELLA VERITA'.

“State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi” (Efesini 6:14).

    La cintura era una fascia larga 20/30centimetri che cingeva, teneva e stringeva la vita. Legava l’abito, affinché il soldato potesse muoversi con facilità. Era inoltre un sostegno per le armi. 

    Il mondo è schiavo della bugia, perché il diavolo è il padre della menzogna:  “Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna" (Giovanni 8:44).

    In un mondo pieno di menzogna e di inganno c’è bisogno della verità. Dobbiamo essere delle persone sincere che hanno realizzato la verità e che vivono nella verità. Nel mondo la nostra parola deve avere valore, perché questo glorificherà il nome del Signore che vive in noi:  “Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6)

    Fra noi credenti ci deve essere la verità, la limpidezza altrimenti la fiducia viene a mancare: “Prego che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento, perché possiate apprezzare le cose migliori, affinché siate limpidi e irreprensibili per il giorno di Cristo” (Filippesi 1:9,10). 

LA CORAZZA. 

Efesini 6.14 “Rivestitevi della corazza della giustizia”.

    Essa era fatta di piastre o lamine che ricoprivano tutto il corpo. Proteggeva gli organi più importanti principalmente il cuore. Dio conosce a fondo il nostro cuore: “Tutte le chiese conosceranno che io sono colui che scruta le reni e i cuori, e darò a ciascuno di voi secondo le sue opere” (Apocalisse 2:23).

    Ricordiamoci che è dal cuore che procedono i pensieri cattivi e come disse Gesù: “Non è peccato quello che entra dalla bocca, ma quello che esce perché viene dalla profondità del cuore: “Non capite che tutto quello che entra nella bocca va nel ventre ed è poi espulso nella latrina? Ma ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l'uomo. Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni. Queste sono le cose che contaminano l'uomo” (Matteo 15:17-20).

    Rendiamo sicuri i nostri cuori dinanzi a Dio per essere beati ed entrare nel regno di Dio “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Matteo 15:17-20).

    Proteggiamo il nostro cuore più di ogni altra cosa: “Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita” (Proverbi 4:23).

I CALZARI 

 “Mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace” (Efesini 6:15).

    Essi erano sandali con i chiodi, legati alle gambe. Questo ci dà l’idea della stabilità, di un fondamento sicuro “A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida” (Isaia 26:3,4).

    È indispensabile indossare questi calzari, se non vogliamo scivolare, cadere e soccombere nel giorno malvagio. Gesù insegnò l’importanza della stabilità nella parabola delle due case: “Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, io vi mostrerò a chi assomiglia. Assomiglia a un uomo il quale, costruendo una casa, ha scavato e scavato profondamente, e ha posto il fondamento sulla roccia; e, venuta un'alluvione, la fiumana ha investito quella casa e non ha potuto smuoverla perché era stata costruita bene. Ma chi ha udito e non ha messo in pratica, assomiglia a un uomo che ha costruito una casa sul terreno, senza fondamenta; la fiumana l'ha investita, e subito è crollata; e la rovina di quella casa è stata grande» (Luca 6:47-49). 

LO SCUDO.

“Prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno” (Efesini 6:16).

    Lo scudo di cui Paolo parlava, era grande quasi come una porta: basti pensare che era 90 cm. x 140 e proteggeva il soldato dalle frecce, dalle lance e dai sassi. Qui viene usata un’espressione importante: "Prendete oltre a tutto ciò”, significa che tutti gli elementi che compongono l’armatura, sono importanti, perché tutti hanno una funzione specifica. Lo scudo della fede, infatti, protegge contro le frecce infuocate del maligno. E’ lo scudo della fede, quella fede in Cristo che ci difende dagli attacchi del maligno: “Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me!” (Giovanni 14:1).

    Quando uno scudo si unisce agli altri il risultato è formidabile perché si costituiscono le falange:  “Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede” (1Giovanni 5:4)

    Dio allora sarà uno scudo intorno a noi:  “Ma tu, o Signore, sei uno scudo attorno a me, sei la mia gloria, colui che mi rialza il capo" (Salmo 3:3)

L’ELMO.  

  “Prendete anche l'elmo della salvezza” (Efesini 6:17).
   
L’elmo romano offriva al soldato protezione contro i colpi alla testa. Molti attacchi del nemico avvengono a livello mentale. Come qualcuno ha detto, la nostra mente è “un campo di battaglia”. Qui si realizzano i combattimenti più cruenti fra i desideri della carne e quelli dello Spirito ed è qui che viene sancita la nostra vittoria o la nostra sconfitta: “Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste.  Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge. Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c'è legge. Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito” (Galati 5:16-25).

Nella mente cerca di albergare anche il dubbio, che come un tarlo, cerca di demolire le nostre convinzioni e la nostra fede. Ma ad ogni dubbio rispondiamo con la certezza delle promesse di Dio:  "É anche per questo motivo che soffro queste cose; ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto, e sono convinto che egli ha il potere di custodire il mio deposito fino a quel giorno” (2Timoteo 1:12).

Se ci rivestiamo dell’elmo della salvezza, Dio custodirà i nostri pensieri: “E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù” (Filippesi 4:7). 

LA SPADA  

“Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio" (Efesini 6:17).

La Parola di Dio ci dà la vittoria:  “Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore. E non v'è nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto” (Ebrei 4:12,13).

Questa è stata la potente arma usata da Cristo Gesù ed è quella che ancora noi oggi dobbiamo usare: “E il tentatore, avvicinatosi, gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pani». Ma egli rispose: «Sta scritto: "Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio"». Allora il diavolo lo portò con sé nella città santa, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: "Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo, ed essi ti porteranno sulle loro mani, perché tu non urti con il piede contro una pietra"». Gesù gli rispose: «É altresì scritto: "Non tentare il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, dicendogli:  «Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori». Allora Gesù gli disse: «Vattene, Satana, poiché sta scritto: "Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi il culto”» (Matteo 4:3-10).

Come per usare un'arma bisogna conoscerla, allo stesso modo  per usare la Parola di Dio, bisogna conoscerla. Impariamo a memoria i versetti della Parola di Dio, citiamoli e noi avremo la vittoria. Ecco alcuni esempi:

-          Nella malattia: “Io sono l’Eterno e ti guarisco” ;

-          Nello scoraggiamento: “Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte io non temerei alcun male perché tu sei con me”:

-          Nel giorno dell’avversità: “Chi confida nell’Eterno sarà come il monte Sion”.

-          Nel giorno della tentazione: “In Cristo siamo più che vincitori”. “Il Signore non ci proverà al di là delle nostre forze”.

-          Nel giorno della prova: “Quando sono debole allora sono forte”.

La parola di Dio ci fa prosperare:  Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai" (Giosuè 1:8).

LA PREGHIERA.  

“Pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi” (Efesini 6:18). 

    Molto spesso quest’elemento dell’armatura è dimenticato, ma la preghiera è la nostra arma segreta e vincente che muove la mano di Dio. C’è potenza nella preghiera:  “Pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia” (Giacomo 5:16).

    E’ un’arma temuta molto dal diavolo, per questo vi è un invito continuo a non cessare mai di pregare: “Non cessate mai di pregare (1Tessalonicesi 5:17).

 

CONCLUSIONE.

    Il profeta Isaia scrive che "molti vacillano e cadono”: non così per chi indossa l’armatura di Dio:  “I giovani si affaticano e si stancano; i più forti vacillano e cadono; ma quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano” (Isaia 40:30,31).

    Per affrontare i momenti o i giorni difficili, per compiere o adempiere i nostri doveri spirituali, per restare saldi ed essere vincitori dobbiamo indossare quest’armatura. L’armatura è di Dio, quindi è importante considerarLo. E’ Lui che ci dà l’armatura, è Lui che rende possibile le nostre vittorie. Se la nostra meta, il nostro desiderio è quello di restare in piedi dopo il conflitto, dobbiamo prendere e rivestirci della completa armatura di Dio.



Guerra, malgrado tutto
La realtà delle guerre. Oggi si fa e si continua a parlare di guerra – come sempre. Si
combattono guerre più o meno giustificate, si divide il mondo fra “buoni” e “cattivi” e – naturalmente
– tutte le fazioni in lotta ritengono di essere “i buoni” in lotta contro il male – che si
trova dall’altra parte. Ci sono interessi da difendere o da promuovere e, per questo, si fanno,
appunto, delle guerre.
C’è – evidentemente – chi parla di pace e della necessità di vivere in pace. Spesso, però,
non si tratta che di parole: parole gettate al vento, parole non realistiche, ingenue, del tutto
prive di efficacia quando non parole ipocrite, anche queste al servizio di malcelati interessi di
parte.
E’ inutile nascondercelo: siamo sempre stati “in guerra” in questo mondo decaduto, sin dai
tempi di Caino ed Abele, perché “siamo fatti così”. La Parola di Dio dice: “Da dove vengono
le guerre e le contese tra di voi? Non derivano forse dalle passioni che si agitano nelle vostre
membra? Voi bramate e non avete; voi uccidete e invidiate e non potete ottenere; voi litigate
e fate la guerra; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate
male per spendere nei vostri piaceri" (Gm. 4:1-3). Si, le guerre (piccole o grandi che
siano) derivano da ciò che la Bibbia chiama peccato, che potremmo definire una cronica, radicata
e colpevole disfunzione della vita umana. Finché le cose staranno in questo modo, le
guerre saranno inevitabili. Ecco perché la pace non è realistica finché le cose staranno in questo
modo; è inutile illudersi.
La guerra al male. La guerra è inevitabile anche da un altro punto di vista. Se pure è vero
che l’andazzo di questo mondo è indubbiamente un male, c’è un’altra guerra in corso, questa
volta buona: quella che Dio – insieme a coloro che a Lui appartengono – ha ingaggiato proprio
contro questa situazione: la guerra contro il male, contro il peccato, contro le tenebre di
questo mondo.
Dio non assiste rassegnato ed impotente al trionfo del male. Fin da quando il tentatore ebbe
la meglio su Adamo ed Eva, innescando questa spirale di ribellione, illegalità, morte e distruzione,
Dio gli dichiarò guerra: “Poiché hai fatto questo, sarai il maledetto… mangerai polvere
tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la
progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno” (Ge.
3:14,15).
La guerra di Dio contro il male culmina proprio in Colui che è “la progenie” della donna,
cioè il Signore e Salvatore Gesù Cristo. Egli riporterà vittoria completa quando Egli – come
ha promesso – ritornerà in gloria.
Anche in questo senso siamo dunque in guerra, una guerra che potrei paragonare a quella
che la medicina ha ingaggiato contro la malattia, la lotta per la giustizia, la lotta contro la miseria,
la lotta contro l’oppressione ed i soprusi, contro la violenza e contro la morte, e nessuno
potrebbe dire che questa guerra non sia necessaria. Essa è, insomma, la guerra per il ristabilimento
della legge e dell’ordine – quelli di Dio, perché il mondo appartiene a Dio ed i diritti di
Dio su questo mondo e sui suoi abitanti devono essere fatti rispettare.
E’ impossibile essere neutrali. Noi vorremmo un mondo privo di lotte e di guerre: è una
giusta aspirazione. Noi aspiriamo alla pace ed alla sicurezza.
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Anche a livello personale diciamo di volercene “stare in pace”, e per questo rifuggiamo
magari dalle polemiche, dalle dispute, dalla discussioni, dal prendere posizione… Possiamo,
però, “tirarci fuori” dalle guerre in corso? No, perché la nostra “pace” non sarebbe che falsa
ed illusoria: non possiamo illuderci di starcene fuori.
E’ inevitabile prendere posizione. La neutralità non è possibile: o da una parte o dall’altra!
Anche Gesù disse: “Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde”
(Lu. 11:23). Chi non prende posizione, in realtà ha già deciso da che parte stare: da quella dei
“dominatori di questo mondo di tenebre”, cioè dalla parte di chi ora ha momentaneamente il
potere. Stare dalla parte di chi comanda potrà forse darci un’illusione di pace e di sicurezza,
ma fino a quando ed a che prezzo? Non so fino a che punto conviene!
Fintanto che non verrà compiutamente il regno di Dio nessuno potrà pensare di “starsene in
pace”, perché una battaglia sta infuriando. Non abbiamo altra scelta che combattere: unirci
alla lotta del bene contro il male, dalla parte di Dio, nei termini e con gli strumenti che Dio ha
stabilito, insieme a coloro che a Lui appartengono.
Da quale parte? Attenzione però: non dobbiamo lasciarci ingannare dalle parole che oggi
noi sentiamo sempre più spesso pronunciare. Non è possibile dividere chiaramente in due
blocchi contrapposti la realtà di questo mondo come se il male fosse solo da una parte ed il
bene solo dall’altra: non è una guerra fra “civiltà” e “stili di vita” come qualcuno vorrebbe
farci credere.
Gli Stati Uniti vogliono combattere una guerra contro il male, e, ritenendosi essi stessi dalla
parte del bene, ritenendosi paladini della civiltà, dei valori dell’Occidente contro le forze
del terrorismo e dell’oscurantismo vorrebbero in essa coinvolgere – anche militarmente – tutti
i “popoli civili”. Certo, l’Occidente è portatore di valori indiscutibili e da difendere come
quelli della libertà e della democrazia, ma quanta corruzione morale e spirituale, quanto materialismo,
quanta disumanità e disordine è presente oggi proprio nel nostro Occidente! Non
vorremmo certo difendere in blocco l’Occidente chiudendo gli occhi sul marcio che lo caratterizza,
sul fatto che non possiamo in alcun modo avere la coscienza pulita di fronte agli altri.
Quando l’Impero Romano era attaccato dai barbari bisognava difenderlo, ma era un impero
marcio e corrotto che non avrebbe resistito ai barbari, perché la sua corruzione l’avrebbe indebolito
e portato al tracollo, anzi, perché molti di quei “barbari”, in realtà, erano più “civilizzati”
di loro!
D’altro canto, oggi, certe voci provenienti dall’Islam o da una certa cultura più o meno socialista,
anti-globalizzazione, ecologista, vede proprio nell’Occidente il nemico numero uno
da combattere, “il grande Satana”, da colpire e da distruggere in tutti i modi con una guerra
che considera “santa”. Sbaglieremmo altrettanto se ci ponessimo da quella parte senza vedere
le forze tenebrose, oscurantiste, dispotiche, disumane e violente che anche quella parte chiaramente
comprende. Inganno, menzogna e corruzione non sono certo solo retaggio
dell’Occidente!
Dovremmo allora essere neutrali di fronte a questa contrapposizione? Alcuni dicono di volerlo
essere. Però abbiamo visto come la neutralità non sia possibile. Dobbiamo combattere,
ma combattere con discernimento, con spirito critico, rifiutando la fallace logica dei due campi
contrapposti. Avere spirito di discernimento e spirito critico significa prima di tutto, così,
discernere il vero nemico e conoscerlo.
Il testo biblico: L'armatura del cristiano
E’ qui che subentra il testo – molto illuminante – della Parola di Dio che oggi desidero sottoporre
alla vostra attenzione. La Parola di Dio qui – e non solo qui – è molto realistica sul
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fatto che “siamo in guerra”, ci indica il vero nemico da combattere, come pure le armi adatte
per difenderci da esso e contrastarlo efficacemente.
Leggiamo dalla lettera ai cristiani di Efeso, capitolo 6:
“(10) Del resto, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. (11) Rivestitevi
della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo; (12)
il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le
potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità,
che sono nei luoghi celesti. (13) Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché
possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro
dovere. (14) State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi
della corazza della giustizia; (15) mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal
vangelo della pace; (16) prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete
spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. (17) Prendete anche l'elmo della salvezza e la
spada dello Spirito, che è la parola di Dio; (18) pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito,
con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per
tutti i santi, (19) e anche per me, affinché mi sia dato di parlare apertamente per far conoscere
con franchezza il mistero del vangelo, (20) per il quale sono ambasciatore in catene, perché
lo annunzi francamente, come conviene che ne parli” (Ef. 6:10-20).
Il vero nemico
Un vero combattimento. In primo luogo notiamo come l’Apostolo dia per scontato come
noi si sia di fatto in guerra “il nostro combattimento” (12 a). Qui – come pure in altri testi
della Parola di Dio – non si parla della necessità del cristiano di “essere neutrale” o di “tirarsi
fuori” dalla mischia. C’è un combattimento da combattere: chi pensa di starsene fuori non
solo si dimostra vigliacco, ma di fatto è un traditore perché non opponendosi al male, gli lascia
spazio e libertà. La Parola di Dio dice: “Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo”(
Gm. 4:7), e ancora: “Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto
denunciatele” (Ef. 5:11). L’Apostolo afferma che dobbiamo mettere “le nostre membra” a
disposizione della giustizia di Dio: “non prestate le vostre membra al peccato, come strumenti
d'iniquità; ma presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi, e le vostre membra
come strumenti di giustizia a Dio” (Ro. 6:13). Sul dovere di resistenza attiva al male
l’apostolo Pietro scrive: “Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, gira come un
leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che
le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo” (1 Pi. 5:8,9).
Un nemico bene identificabile. In secondo luogo il nostro testo ci dice – con “nome e cognome”
– chi sia il nostro vero nemico che dobbiamo combattere: “il nostro combattimento
infatti non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori
di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi
celesti” (12). Molti oggi “sbagliano nemico”, colpiscono obiettivi non rilevanti: per questo le
loro “guerre contro il male” sono inutili e prive di risultati. Sembrano l’ardito Don Chisciotte
che combatte …dei mulini a vento credendoli veri nemici. Che cosa intendo dire? Intendo dire
che il male va combattuto, ma esso non è identificabile in esseri umani specifici, come se fosse
possibile …liberare il mondo dai “cattivi” e saremmo finalmente in pace! Che illusione!
Il nostro vero nemico sono le forze spirituali della malvagità. E’ vero che ci sono stati e ci
sono molti nemici del bene, dategli pure un nome: fascismo, comunismo, capitalismo, terrorismo,
America, Russia, Cina, Iraq… ma non pensate che distrutti questi… il problema sia risolto!
Si è sconfitto Adolf Hitler e il Nazismo: è stato risolto il problema del male? No. Questi
fenomeni (più o meno simili) ritornano in ogni parte del mondo ed in ogni tempo. Bisogna,
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certo, identificare i criminali, perseguirli e portarli davanti ai tribunali per fare giustizia, ma
non bisogna illudersi di aver risolto il problema. Lo stesso e fantomatico Bin Laden lo dice:
“Colpite me, ma anche senza di me la guerra continuerà…”, o qualcosa di questo genere.
Il peccato nel cuore dell’uomo. Il male è sfuggente …come Bin Laden perché si annida
nel cuore dell’uomo, di ogni essere umano senza distinzione. L’apostolo Paolo dice agli israeliti
dopo aver fatto un lungo elenco di peccati tipici dei pagani:
“Perciò, o uomo, chiunque tu sia che giudichi, sei inescusabile; perché nel giudicare gli
altri condanni te stesso; infatti tu che giudichi, fai le stesse cose. Ora noi sappiamo che il
giudizio di Dio su quelli che fanno tali cose è conforme a verità. Pensi tu, o uomo, che giudichi
quelli che fanno tali cose e le fai tu stesso, di scampare al giudizio di Dio? (..) Tu, invece,
con la tua ostinazione e con l'impenitenza del tuo cuore, ti accumuli un tesoro d'ira per il
giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio. Egli renderà a ciascuno secondo
le sue opere: vita eterna a quelli che con perseveranza nel fare il bene cercano gloria, onore
e immortalità; ma ira e indignazione a quelli che, per spirito di contesa, invece di ubbidire
alla verità ubbidiscono all'ingiustizia. Tribolazione e angoscia sopra ogni uomo che fa il male;
sul Giudeo prima e poi sul Greco; ma gloria, onore e pace a chiunque opera bene; al
Giudeo prima e poi al Greco; perché davanti a Dio non c'e favoritismo. (…) Ora, se tu ti
chiami Giudeo, ti riposi sulla legge, ti vanti in Dio, conosci la sua volontà, e sai distinguere
ciò che è meglio, essendo istruito dalla legge, e ti persuadi di essere guida dei ciechi, luce di
quelli che sono nelle tenebre, educatore degli insensati, maestro dei fanciulli, perché hai nella
legge la formula della conoscenza e della verità; come mai dunque, tu che insegni agli altri
non insegni a te stesso? Tu che predichi: «Non rubare!» rubi? Tu che dici: «Non commettere
adulterio!» commetti adulterio? (..) Giudeo infatti non è colui che è tale all'esterno; e la circoncisione
non è quella esterna, nella carne; (...) Giudeo è colui che lo è interiormente; e la
circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera; di un tale Giudeo la lode
proviene non dagli uomini, ma da Dio" (Ro. 2).
Vale la pena di leggere pure quanto troviamo al capitolo 3 della lettera ai Romani: "Che
dire dunque? Noi siamo forse superiori? No affatto! Perché abbiamo già dimostrato che tutti,
Giudei e Greci, sono sottomessi al peccato, com'è scritto: Non c'è nessun giusto, neppure
uno. Non c'è nessuno che capisca, non c'è nessuno che cerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti
quanti si sono corrotti. Non c'è nessuno che pratichi la bontà, no, neppure uno (...) Or noi
sappiamo che tutto quel che la legge dice, lo dice a quelli che sono sotto la legge, affinché sia
chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio; perché mediante
le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a lui; infatti la legge dà soltanto la
conoscenza del peccato" (Ro. 3:10ss).
Si, il peccato nel cuore dell’uomo, di ogni essere umano sta all’origine del male nel mo ndo,
ed è lì che va colpito. Il Signore e Salvatore Gesù Cristo è venuto proprio per colpire il
male lì dove si trova, nel cuore umano, e per liberarcene. Per questo la Persona e l’opera di
Cristo è così preziosa ed è molto diversa da qualsiasi inutile religione o religiosità rituale che
si trovi in questo mondo.
La potenza subdola di Satana. Ma c’è di più: il male nel cuore dell’uomo è attizzato e
amplificato dalle forze spirituali della malvagità. Per questo la nostra guerra non deve essere
rivolta verso creature umane, ma contro invisibili forze spirituali che se ne avvalgono e che le
manipolano. Per contrastare le forze spirituali della malvagità i cannoni e le bombe a nulla
servono: bisogna usare armi spirituali. La Bibbia dice: “La notte è avanzata, il giorno è vicino;
gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce” (Ro. 13:12).
Le “armi della luce” non hanno nulla a che vedere con …le bombe termonucleari!
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Satana ride a crepapelle quando ci vede ad impegnare le nostre energie e forze (e bombe)
contro questo o quest’altro obiettivo (sia ad occidente che ad oriente) perché non è così che si
potrà contrastarlo. Talvolta l’uso della forza possa essere giustificabile per porre freno alla
malvagità: notiamo come la Parola di Dio dica: “…il magistrato… è un ministro di Dio per il
tuo bene, perché egli non porta la spada invano; infatti è un ministro di Dio per infliggere
una giusta punizione a chi fa il male” (Ro. 13:4). Non illudiamoci, però, che questo possa
risolvere il problema: al massimo sarà un palliativo.
Satana, inoltre, pure ride a crepapelle quando ode persino dei predicatori “cristiani” che
negano la sua esistenza! Questi, infatti, con tutta la loro saccenza, sono degli stolti, gente spiritualmente
cieca che fa proprio il gioco dell’avversario. Sono solo degli “utili idioti” nelle
stesse mani di Satana che si avvale di loro per deviare l’attenzione dal vero problema, per
disarmare le creature umane e renderle così migliore sua preda! Guardatevi da coloro che ridono
di Satana e lo negano: sono i suoi migliori alleati!
L’Apostolo dice: “il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne ma contro i
principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze
spirituali della malvagità, che sono nei luoghi”. Faremmo meglio a prendere sul serio la Parola
di Dio, faremmo meglio a prendere sul serio il Signore Gesù Cristo che parlava di Satana
come di un autentico e subdolo nemico contro il quale Egli aveva impegnato ogni Sua energia!
Ai servi di Satana che gli si opponevano Gesù diceva: “Voi siete figli del diavolo, che è
vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e
non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel
che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna” (Gv. 8:44).
La Scrittura identifica Satana chiaramente: contro di lui impegna ogni energia, e questa
guerra avrà esito per noi positivo: “Il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo
e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato” (Ap. 12:9).
Le armi più adatte
Di fronte alla potenza del peccato e di Satana che miete vittima su vittima, non siamo lasciati
impotenti ed alle nostre risorse. E’ necessario usare le armi più appropriate, e sono quelle
che l’Apostolo indica come quelle che fanno parte di un’armatura spirituale quanto mai
necessaria sia per difenderci, sia per attaccare. Egli dice: “Non essere vinto dal male, ma vinci
il male con il bene” (Ro. 12:21). Il discepolo di Cristo autentico, infatti, è potente davvero
quando imita il Signore Gesù Cristo e lotta contro il male ed il maligno come faceva Lui, come
Lui insegnava e come insegna tutta la Sacra Scrittura.
Il ferro ed il fuoco nulla possono contro le forze spirituali della malvagità. Lo sapeva bene
Gesù quando – arrestato dai Suoi nemici nel giardino del Getsemani – comanda a Pietro che
Lo vorrebbe difendere con la spada: “Rimetti la tua spada nel fodero”(Gv. 18:11), ed anche
agli altri Suoi discepoli che vorrebbero fare altrettanto: "«Signore, dobbiamo colpire con la
spada?». E uno di loro percosse il servo del sommo sacerdote, e gli recise l'orecchio destro.
Ma Gesù intervenne e disse: «Lasciate, basta!» E, toccato l'orecchio di quell'uomo, lo guarì"
(Lu. 22:49). Le armi e la strategia di Gesù sono diverse. Davanti a Pilato che Lo interroga,
Gesù dice: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei
servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno
non è di qui» (Gv. 18:36).
Ecco perché il nostro testo biblico dice: “Fortificatevi nel Signore” (10 a), perché le armi
di cui avete bisogno sono diverse da quelle di questo mondo, eppure sono forti e potenti (10
b). Indossate “la completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del
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diavolo” (11). Stare saldi, resistere, restare in piedi e combattere. Come? Con le particolari
armi, forti e potenti del Signore.
In che cosa consistano queste armi lo posso solo oggi accennare – per mancanza di tempo,
riservandomi di approfondirne la valenza la prossima volta.
Notate in modo particolare come queste armi siano quelle che il movimento della Riforma
protestante autentico ha usato ed usa, perché il vero riformato è un cristiano attivo e militante
nei termini che Dio ha prescritto.
La verità “per cintura dei vostri fianchi” (14 a). La cintura di cuoio che il soldato romano
portava ai fianchi sosteneva e proteggeva l’addome, teneva fissa la tunica e sosteneva la sua
spada. L’Apostolo qui sembra avere in mente la fiducia che proviene dalla veracità e certezza
della Parola di Dio. La verità della Parola di Dio, regola unica della fede e della condotta, era
la bandiera del Protestantesimo autentico che così intendeva vivere e praticare ciò che è vero e
giusto agli occhi di Dio e che si opponeva con forza contro ogni propagatore di menzogne. La
menzogna e l’inganno oggi sono all’ordine del giorno, ma non sfugga che la menzogna è la
caratteristica principale di Satana e di chi lo serve! Vivere e proclamare con coraggio la verità
rivelata di Dio si rivela sempre come una potenza invincibile!
La giustizia come “corazza” di cui dobbiamo rivestirci (14 b). I credenti sono protetti dalla
giustizia di Cristo che viene loro imputata. Essi sono accettevoli agli occhi di Dio non sulla
base delle proprie opere, ma sulla base di ciò che Cristo ha conseguito e che essi – per grazia
– hanno fatto proprio. Questo è un altro dei capisaldi della Riforma protestante. Con la corazza
della giustizia i cristiani possono resistere contro le accuse che il diavolo rivolge loro. Allo
stesso tempo l’Apostolo vede i cristiani che assumono su sé stessi e in sé stessi il carattere di
rettitudine che era proprio di Cristo e, crescendo moralmente e spiritualmente alla Sua immagine,
questo dà loro fiducia nel resistere alle tentazioni. La personale ed inattaccabile integrità
è sempre un’arma alla fine vincente.
Lo zelo evangelistico “mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della
pace” (15). Qui l’Apostolo parla del coraggio nella proclamazione dell’Evangelo di Gesù
Cristo. Non si tratta del messaggero a piedi scalzi che annuncia nel mondo l’Evangelo.
L’immagine qui è dei forti e resistenti sandali di cuoio del militare romano che gli danno stabilità
e protezione nella battaglia. E’ ironico qui che “il vangelo della pace” metta in grado il
cristiano di fare guerra al male, si, perché la pace autentica non è risultato di insipida passività,
ma di poderoso annuncio della verità. Si rammenti qui il coraggio degli uomini e delle
donne che al tempo della Riforma, ma non solo, hanno annunciato l’Evangelo di Cristo senza
lasciarsi spaventare dalla derisione, dalla persecuzione, dalla tortura e dalla morte!
La fede come scudo “con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno”
(16). Lo scudo romano era abbastanza grande da coprire l’intero corpo. Era fatto di legno,
coperto di pelle e legato con ferro in alto e in basso. Se veniva intriso d’acqua prima della
battaglia, esso poteva spegnere i dardi infuocati che erano stati intrisi di pece ed infiammati.
La fiducia nella vittoria, anzi, la ferma certezza della vittoria che Cristo promette e garantisce,
è un’arma potente che rende decisi e determinati. Che differenza dal disfattismo e timidità di
molti cristiani oggi!
La salvezza da indossare come un elmo. Per Paolo la salvezza è un’esperienza da fare sin
dall’oggi, come pure essa è una futura speranza. La base ultima per cui il credente può stare
saldo è la fedeltà di Dio che completerà senza alcun dubbio ciò che nella sua vita egli ha iniziato
a fare. Ai suoi discepoli minacciati fisicamente dai loro nemici Gesù diceva: “E non
temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui
che può far perire l'anima e il corpo nella geenna” (Mt. 10:28).
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La Parola di Dio come “spada dello Spirito”(17). Questa è l’unica arma offensiva che
l’apostolo menzioni nell’arsenale del credente. Essa è paragonata alla spada romana, corta e
disegnata per il combattimento mano contro mano. Gesù stesso usa la verità della Parola ispirata
da Dio nelle Scritture come arma contro le tentazioni di Satana e contro le menzogne degli
avversari. La Bibbia paragona la Parola di Dio come una spada a doppio taglio: “Infatti la
parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante
fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti
e i pensieri del cuore” (Eb. 4:12). La Parola di Dio, infatti, è “utile a insegnare, a riprendere,
a correggere, a educare alla giustizia” (2 Ti. 3:16), e per questo è efficacissima.
La preghiera come l’arma più potente (18). Non c’è arma migliore, infine, per combattere
Satana che la preghiera. Paolo esorta i suoi lettori a pregare, perché le forze spirituali della
malvagità possono essere combattute con armi spirituali. Satana teme un cristiano che liberi
nella preghiera le forze spirituali del bene. La preghiera ha potuto e può, infatti, strappare persino
i servi di Satana più malvagi alla sua influenza, convertirli e portarli al servizio di Dio,
come forse anche lo stesso Paolo, per il quale qualcuno aveva pregato e che era stato trasformato
da bestemmiatore empio e violento, persecutore dei cristiani, nel primo apostolo
dell’Evangelo. Non è forse anche solo questa prova della potenza della preghiera?
Conclusione
Per concludere: la teologia cristiana usa due termini per definire la Chiesa. In primo luogo
parla del popolo di Dio in terra come “la Chiesa militante” (non la “chiesa pacifista”, che si
tira indietro quando c’è da combattere dichiarando la propria “neutralità”); in secondo luogo
parla dei redenti in cielo come de “la Chiesa trionfante” (non della chiesa sconfi tta e fallimentare).
E’ strano il parallelo con tanta “chiesa” della nostra generazione, una chiesa pacifista e
fallimentare… Evidentemente c’è …qualcosa che non va in tanti “cristiani” della nostra generazione
che vogliono solo “starsene in pace”, “coltivare la pace del proprio cuore” disinteressandosi
di ciò che avviene nel mondo, cose che “non interessano loro” e di cui “non vogliono
neanche sentire parlare” perché …li turberebbe; oppure in quei cristiani che si accodano alle
ideologie di questo mondo. Sorprende che siano del tutto fallimentari?
Siamo dunque realisti: c’è una guerra da combattere, con Dio e con tutti coloro che Gli appartengono,
contro il male. Ritirarci non ci servirà a nulla, e comunque non troveremo la pace
che cerchiamo. Il cristiano autentico, invece, è militante, militante con Cristo ed in linea con i
criteri e gli obiettivi di Cristo. Molti cristiani, nel corso della storia, hanno preso in mano ed
usato armi d’acciaio. Nel farlo hanno contraddetto Colui che chiamavano loro Signore. Altri
cristiani hanno combattuto il peccato e le forze spirituali della malvagità senza spargere sangue
e distruggere carne e sono stati vittoriosi, nonostante ogni apparenza del contrario.
Se saremo coerenti con Cristo con Lui trionferemo. Il cristiano può dire con Giobbe: “il
trionfo dei malvagi è breve;la gioia degli empi non dura che un istante”(Gb. 20:5).
(Paolo Castellina, venerdì 2 novembre 2001. 
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