Felici perché siamo vivi!
Eccoci qua prostrati davanti a Cristo, sfiniti per la fatica di tenerci a galla, stanchi per aver remato a lungo contro vento Ma felici perché siamo vivi e perché Gesù, Figlio di Dio, è proprio qui con noi, nella nostra piccola fragile barchetta
Anna Maffei
| Matteo 14:22 |
 |
|
Subito dopo, Gesù obbligò i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, mentre egli avrebbe congedato la gente.
|
|
|
| Matteo 14:23 |
 |
|
Dopo aver congedato la folla, si ritirò in disparte sul monte a pregare. E, venuta la sera, se ne stava lassù tutto solo.
|
|
|
| Matteo 14:24 |
 |
|
Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario.
|
|
|
| Matteo 14:25 |
 |
|
Ma alla quarta vigilia della notte, Gesù andò verso di loro, camminando sul mare.
|
|
|
| Matteo 14:26 |
 |
|
E i discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: «È un fantasma!» E dalla paura gridarono.
|
|
|
| Matteo 14:27 |
 |
|
Ma subito Gesù parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!»
|
|
|
| Matteo 14:28 |
 |
|
Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull'acqua».
|
|
|
| Matteo 14:29 |
 |
|
Egli disse: «Vieni!» E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull'acqua e andò verso Gesù.
|
|
|
| Matteo 14:30 |
 |
|
Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!»
|
|
|
| Matteo 14:31 |
 |
|
Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»
|
|
|
| Matteo 14:32 |
 |
|
E, quando furono saliti sulla barca, il vento si calmò.
|
|
|
| Matteo 14:33 |
 |
|
Allora quelli che erano nella barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Veramente tu sei Figlio di Dio!»
|
|
|
La mano tesa da Cristo
La mano stesa di Cristo, la sua presa forte. Pietro è salvo. E anche noi. È tempo di salire sulla barca. In chiesa cerchiamo di calmarci, come il vento. Una parola ancora ci scuote dentro, mentre gli abiti bagnati ci ricordano il nostro cadere e il nostro risalire. E la parola di Gesù che dice a Pietro e a noi: «Uomo, donna di poca fede, perché hai dubitato?». Già, perché? Mille ragioni. Siamo figli di questo secolo di disincanto, siamo razionalisti, siamo realisti, vediamo i pericoli, e i pericoli sono veri: le onde sono alte, il vento è contrario, il mare è profondo. Ed è notte. E noi siamo piccoli. E anche la barca. E poi non siamo fatti per camminare sul mare. Siamo stati pazzi a mettere i piedi fuori della barca. E siamo salvi per miracolo. Già, per miracolo. Ma perché giustifichiamo il nostro dubbio? Perché vi sostiamo senza vergognarcene? Perché ci rassegniamo al dubitare come a un destino? Il destino non esiste e Cristo ci chiede di resistere alla nostra natura di uomini e donne che dubitano. Bonhoeffer si esprime così: «Il comandamento di Gesù ha sempre come scopo quello di pretendere la fede di un cuore indiviso». Conviviamo con il dubbio ma dobbiamo contrastarlo. Ogni giorno. Ogni ora.
«Veramente tu sei Figlio di Dio!»
Viene il momento dell’adorazione, : «Veramente tu sei Figlio di Dio!». Eccoci qua prostrati davanti a Cristo, sfiniti per la fatica di tenerci a galla, dolenti per aver scambiato Gesù per un fantasma del passato, bagnati per la nostra poca fede, stanchi per aver remato a lungo contro vento. Ma felici perché siamo vivi e perché Gesù, figlio di Dio, veramente Figlio di Dio, è proprio qui con noi, nella nostra piccola fragile barchetta.
Chiesa questo e' per me e per te, Gesu' ci chiama a camminare sulle acque....
Gesu' ci chiama a .....credere solamente.....Gesu' il Figliol di Dio....e' con tutti noi..
Se ci fermiamo a considerare come stanno le cose intorno a noi e dentro di noi, se pensiamo alle nostre fragilità, se guardiamo al mondo con i suoi abissi, se temiamo per la nostra sopravvivenza come chiese e come comunione di chiese, allora si affievolisce la voce di Cristo che ci chiama fuori e presi dalla paura siamo sopraffatti. E affondiamo.
La fede e' la consapevolezza che senza Cristo siamo definitivamente perduti.