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fa che io non sia tiepido...

 - DIO E' DIO!
Fratelli e sorelle, preghiamo il Signore che ci sostenga
a non cadere nella miseria spirituale, quando il
nostro cuore non e' .....ne' caldo ne' freddo......
non essere tiepido rischi di essere rigettato da Dio
se cosi' fosse...pentiti....arrenditi di piu' a Lui
brama di piu' DIO con tutto il tuo cuore.......
desidera di conoscerlo di piu'......
innamorati di piu' di Lui
Lui puo' accendere un fuoco nel tuo cuore!




clicca sulla foto: ti collegherai al Sito di Anna e Alessandro Salamone
Dio ti benedira'







"RISVEGLIATI O TU CHE DORMI..."

(Efesini 5:14)

 

I) Il risveglio citato da Paolo è un messaggio attuale, per i nostri giorni in quanto mette in evidenza il torpore spirituale in cui vivono tanti credenti nelle nostre chiese.

 

Significato:

1) Letteralmente: risvegliarsi di nuovo, scuotersi dal torpore (Romani 13:11);

2) Figurativamente: ravvivare una fiamma che è in procinto di spegnersi (Matteo 25:8; Apocalisse 2:4,5);

3) Spiritualmente: Lasciarsi inondare della gloria e della potenza nello SPIRITO SANTO (Atti 1:8; Efesini 5:18).

 

 

II) Il risveglio viene inteso anche come restaurazione, il che significa una riforma e un risveglio interiore.

 

1) Riforma:

Ritorno alla sana dottrina (Giosuè 1:7; Esdra 10:1-3; Atti 2:42; Galati 1:8).

 

2) Risveglio interiore:

Ritorno ad una piena comunione con DIO e quindi una restaurazione dell'essere (Romani 12:1,2; 2Corinzi 5:17; 1Giovanni 1:3).

 

 

III) Il risveglio avviene quando DIO prende pieno possesso della vita del credente. (Romani 8:10-16; Colossesi 3:10,11; 2Corinzi 5:17; Efesini 5:14).

 

Questo intervento da parte di DIO avviene a condizione che nel credente si realizzi:

1) Pentimento (Giona 3:7-10; 2Re 22:19; Matteo 3:5-7; Isaia 66:2);

2) Ravvedimento (Atti 2:37-38,42-47; Giovanni 3:3);

3) Comunione fraterna (Ebrei 10:25; 1Giovanni 1:7; Giovanni 17:20,21);

4) Avversione per il peccato (Giacomo 1:27; 4:4; 1Giovanni 2:15-17; 1Giovanni 5:4,19; Galati 6:14);

5) Certezza delle promesse di DIO (Ebrei 10:23 - 2Pietro 1:4);

6) Riconoscenza verso DIO e verso la fratellanza (Salmi 34:1; Ebrei 13:15; Colossesi 3:15-17; Efesini 5:20);

7) Fedeltà alla Parola e al popolo di DIO (Atti 2:42; 17:11; Efesini 6:17; Ebrei 10:25; Salmi 84:1,2,5-10);

8) Gioia spirituale in ogni circostanza (Atti 8:8,39; Atti 16:25; Filippesi 4:4; 1Giovanni 1:4; Salmi 51:12; Salmi 85:6);

9) Pienezza dello SPIRITO SANTO (Atti 2:4; 4:31; Efesini 5:18,19).

 

Il risveglio non va cercato negli altri o in esperienze che talvolta sono fuori dalla Parola di DIO; il vero risveglio è da ricercare dentro di noi in quanto l'autore è in noi.

(Galati 2:20; Efesini 2:4-7; Isaia 60:1-5).

Salmo 2:11

Salmo 2:11 - DIO E' DIO!
Servite l'Eterno con timore, e gioite con tremore.

E' scritto: " L'Eterno degli eserciti. Quello santifificate ,sia Lui quello che temete e paventate (Isaia 8.3)
Il salmista cosi' pregava: Unisci il mio cuore al timore del tuo nome (lega il tuo cuore al timore di Dio); Mantieni al tuo servo la parola che inculca il tuo timore( salmo 86.11).
E il Signore in risposta disse :"E mettero' il mio timore nel loro cuore perche' non si dipartano da me(Geremia 32.40) .
Il timore del Signore e' causa di tanti privilegi e vantaggi :
"E' il principio della sapienza e della scienza";
E' la sapienza e'scuola di sapienza;
E' puro e fa odiare il male,
fa schivare le insidie della morte;
fa evitare il male;
E' una grande sicurezza per l'uomo e un rifugio per i suoi figli;
Fa passare la notte senza essere visitati da alcun male;
L'angelo dell'Eterno si accampa intorno aquelli che temono l'Eterno, e li libera;
E' fonte di vita;
Accresce i giorni;
mena alla vita e fa sentire sazi;
E' ricchezza, gloria e vita;
E' il tesoro di Sion;
Nulla manca a quelli che temono il Signore;
Temere Dio e osservare i suoi comandamenti e' il tutto dell'uomo;
E' la vera lode della donna,
Gesu' respirava come profumo il timore dell'Eterno.

 - DIO E' DIO!

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Dio ti benedira'

Hai lasciato il tuo primo amore?

Hai lasciato il tuo primo amore? - DIO E' DIO!




 

Questo rimprovero famoso e conosciuto appare in Apocalisse, è Gesù stesso che scrive all’angelo della chiesa di Efeso e da delle indicazioni precise sulla situazione della chiesa e sui problemi che devono essere corretti.
Nei versetti precedenti Gesù elogia la fatica la costanza e le opere compiute da questa chiesa, quasi è un elogio sublime e un certificato di approvazione da parte del Signore stesso alla chiesa di Efeso.

« Io conosco le tue opere e la tua fatica e la tua costanza e che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla prova quelli che si chiamano apostoli e non lo sono, e li hai trovati mendaci; e hai costanza e hai sopportato molte cose per amor del mio nome, e non ti sei stancato.»

Tuttavia al termine di queste parole di approvazione appare un verso che rompe l’atmosfera, “ho questo contro di te, che hai lasciato il tuo primo amore”
Cos’è questo primo amore a cui Gesù si riferisce? Siamo certi comunque che questo problema è serio, infatti Gesù prosegue rincarando la dose
«Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi le opere di prima; altrimenti verrò presto da te e rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi. »

Dunque la perdita di questo “primo amore” è qualcosa di serio, tanto da essere una caduta e tanto da rendere necessario un ravvedimento, perché in caso contrario viene menzionata una punizione alla quale si andrà in contro.
La chiave per capire quale sia questo problema sta nel comprendere il concetto di “primo amore”.

Generalmente si pensa al primo amore come al primo innamoramento, a quel periodo spensierato e felice della giovinezza nel quale sboccia questo primo amore che ha un sapore tutto particolare e che per sempre sarà ricordato come qualcosa di unico e speciale … “il primo amore non si scorda mai”.
Nell’ambiente cristiano poi questo termine è diventato comune per indicare quel primo periodo dopo la conversione nel quale si ha zelo, voglia di servire il Signore e tanto entusiasmo … poi col passare del tempo questo “primo amore” passa e si diventa dei cristiani “normali”!!!

Ma … è davvero questo quello che intendeva Gesù nel suo rimprovero?
In Matteo 22:37 leggiamo
«Gesú gli disse: "Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. »
Questo è il primo e il grande comandamento, il secondo simile a questo è “ama il tuo prossimo come te stesso”. Il primo è verticale, mentre il secondo è orizzontale, ecco il concetto della croce; il primo sostiene il secondo, e il secondo senza il primo non ha senso.

Dunque Gesù spiega il concetto in termini molto più semplici, l’amore che l’uomo deve avere verso Dio è questo “con tutto il cuore,la mente e l’anima”, allora siamo giunti al punto, il rimprovero di Gesù mirava a questo problema, Dio non era al primo posto e Gesù dovette dire … “torna al tuo primo amore”, non era un semplice consiglio ma un comando, se Dio non è al primo posto nel cuore dell’uomo infatti qualcun altro lo è.
Adesso il senso della frase “torna al primo amore” ci è più chiaro, ma allora i primi versetti pieni di apparenti elogi come dobbiamo leggerli?
Per capirlo leggiamo in 1Tess 1:3
«ricordandoci continuamente, davanti al nostro Dio e Padre, dell'opera della vostra fede, delle fatiche del vostro amore e della costanza della vostra speranza nel nostro Signore Gesú Cristo. »
L’apostolo Paolo nella lettera ai Corinzi aveva già spiegato come le tre virtù principali di un cristiano siano la fede, la speranza e l’amore, ai tessalonicesi fa un elogio dicendo che ogni giorno si ricorda di come questi fedeli mettano in pratica queste tre virtù.
In particolare si vede come Paolo elogi i tessalonicesi per l’opera della loro fede, la fatica del loro amore, e la costanza della vostra speranza.
Dunque emerge un quadro chiaro ognuna delle tre virtù menzionate da Paolo produce un frutto
Fede --> Opere
Amore --> Fatica (affaticarsi per l’opera)
Speranza --> Costanza
Adesso dopo aver puntualizzato questa importante verità rileggiamo le parole rivolte da Gesù all’angelo della chiesa di Efeso
« Io conosco le tue opere e la tua fatica e la tua costanza e che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla prova quelli che si chiamano apostoli e non lo sono, e li hai trovati mendaci; e hai costanza e hai sopportato molte cose per amor del mio nome, e non ti sei stancato.»
Rileggendo il tutto acquista un altro senso, in realtà Gesù nomina i frutti delle tre virtù, opere fatica e costanza, ma le virtù non erano presenti.

Questa chiesa era una chiesa operosa, che si affaticava con costanza ma mancavano la fede, l’amore e la speranza in Cristo … non un elogio dunque come potrebbe sembrare ma una radiografia precisa e puntuale del problema … Dio non è interessato al nostro servizio cristiano, né alla nostra fatica, Lui è interessato al nostro cuore, non vuole da noi servizio, ma prima di ogni cosa vuole il nostro cuore.
In questa bella chiesa tutti gli ingranaggi sembravano girare perfettamente, ma mancava la fede in Cristo, l’amore per Lui e la speranza in Lui, in realtà mancando queste cose i frutti prodotti erano inutili.
A questo punto è interessante notare l’ultimo aspetto della vicenda “hai sopportato molte cose per amore del mio nome”, anche in questo caso c’è da scavare dietro a questa frase.
C’è una grande differenza fra sopportare molte cose per amore del nome di Cristo o per amore di Cristo. Il nome di Cristo è la nostra reputazione, siamo cristiani perciò dobbiamo comportarci così e così. Abbiamo una reputazione da difendere … questo è egoismo !!!
Mentre dall’altro lato fare qualcosa per amore di Cristo vuol dire farlo col cuore rivolto a Lui mossi dall’amore verso di Lui…che grande differenza, e qui c’è la domanda fondamentale per noi
Stai servendo l’opera del Signore o il Signore dell’opera? Qual è la motivazione che muove il tuo cuore, lo fai perché vuoi una chiesa grande e prospera o perché ami il Signore e desideri vedere anime arrendersi a Lui?

Gesu' sta x tornare, esaminiamoci? Siamo pronti?

ESORTAZIONI ARDENTISSIME

 

 

Dalla 1ª Lettera di S. Pietro - Cap. 1

 

“Perciò, avendo cinti i fianchi della vostra mente, e stando sobri,abbiate piena speranza nella grazia che vi sarà recata nella rivelazione di Gesù Cristo; e, come figliuoli d'ubbidienza, non vi conformate alle concupiscenze del tempo passato quando eravate nell'ignoranza; ma come Colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta; poiché sta scritto: Siate santi, perché io son santo.

E se invocate come Padre Colui che senza riguardi personali giudica secondo l'opera di ciascuno, conducetevi con timore durante il tempo del vostro pellegrinaggio; sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro,siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai padri, macol prezioso sangue di Cristo, come d'agnello senza difetto né macchia, ben preordinato prima della fondazione del mondo, ma manifestato negli ultimi tempi per voi, i quali per mezzo di lui credete in Dio che l'ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, onde la vostra fede e la vostra speranza fossero in Dio” (I Pietro 1:13-21).

 

 

 

Sette punti sui quali riflettere:

 

 

1 - Cinti i fianchi della vostra mente

La nostra mente (i luoghi celesti ove si svolge il buon combattimento durante questa vita terrena) deve essere protetta come una città fortificata lo è dalle sue mura di cinta.

In queste mura non devono esserci aperture o parti deboli che possano essere facilmente abbattute e lascino entrare l’invasore.

La Parola dice “cinti i fianchi” si proprio i fianchi, non la parte frontale ma la parte laterale da dove meno ci si aspetta che il nemico possa sferrare l’attacco.

Egli, infatti, entra subdolamente nella nostra mente sostituendo ai nostri i suoi pensieri e quando questi sono stati accettati come propri non è più possibile sconfiggerli.

 

Oltre ai numerosi pensieri di perdizione che cerca di farci accettare, il nemico lancia i suoi dardi mortali e pericolosi per cercare di spegnere principalmente lasperanza della salvezza.

Per scongiurare questo pericolo, la Parola ci raccomanda di prendere un “elmo” speciale.

 

La Parola dice:

“ma noi, che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore, e preso per elmo la speranza della salvezza” (I Tessalonicesi 5:8).

Anche in Efesini lo troviamo denominato nello stesso modo:

“Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio” (Efesini 6:17).

Chi, camminando nelle vie del Signore, non dubita della propria salvezza indossa questo elmo.

 

 

2 - Stando sobri

Il controllo della nostra vita deve essere totale e la nostra attenzione attivata al massimo se vogliamo evitare di cadere nelle trappole del nemico.

Quando il Signore ci esorta a vegliare “Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole” (Marco 14:38) - (questa parola, vegliate, ci viene rivolta 15 volte nel N. T. ) vuole dire che noi dobbiamo stare vigili durante la nostra attività diurna e non di non dormire di notte; ma per poter essere “vigili”, usando tutte le nostre facoltà, dobbiamo essere “sobri”,  infatti un ubriaco non è in grado di essere attento perché la sua mente è ottenebrata dall’alcool..

La sobrietà alla quale si riferisce il Signore non è da intendersi solo come quella che si perde quando si è in preda all’alcool, non interessa solo il nostro stato fisico ma, principalmente, lo stato spirituale.

 

La nostra “mente spirituale” può inquinarsi con molte cose che portano primaall’esaltazione e dopo alla confusione ed in questi stati l’uomo non si è più in grado di discernere il bene.

 

La sobrietà della nostra mente consiste nel rimanere nella sana dottrina dell’Amore.

 

Fuori, quindi, dalla nostra mente le dottrine che pur avendo l’apparenza di giustizia, rifiutino l’essenza dell’Amore.

Dice, infatti la Parola:

“Se qualcuno insegna una dottrina diversa e non s'attiene alle sane parole del Signor nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, esso è gonfio e non sa nulla; ma langue intorno a questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contenzione, maldicenza, cattivi sospetti,

acerbe discussioni d'uomini corrotti di mente e privati della verità, i quali stimano la pietà esser fonte di guadagno” (I Timoteo 6:3-5)

 

 

 3 - Abbiate piena speranza nella grazia

Come abbiamo visto nel secondo punto, il nemico si scaglia sempre contro tutte le promesse che Iddio ci ha fatte, cercando di distogliere da esse la nostra fiducia.

 

Il momento dell’incontro con Cristo, l’adunamento della Sua chiesa al Suo ritorno, è un argomento ricorrente nella mente dei credenti.

Proprio durante questi ricordi il nemico, infiltrandosi nella nostra mente cerca di farci dubitare della grazia che ci sarà recata da Cristo e  di farci volgere il nostro sguardo sulle nostre miserie.

 

Se guardiamo a noi stessi ed analizziamo la nostra vita, come possiamo essere sicuri di ricevere grazia da Dio?

Non dobbiamo, quindi, dimenticare mai che la grazia che ci verrà recata non è dovuta ai nostri meriti ma al sacrificio di Cristo nel quale abbiamo creduto.

Ecco come potremo mantenere “piena speranza nella grazia”: guardando alla croce di Gesù Cristo.

 

 

 

4 - Non vi conformate alle concupiscenze del tempo passato

Altre volte abbiamo meditato su quanto possa essere  nocivo ricordare il passato.

Se facciamo questo (ricordiamo il passato) solo per essere grati al Signore che ci ha riscattati da quel vano modo di vivere, allora è giusto, ma sostare nei ricordi negativi dà l’occasione al nemico di ricordarci “i sapori” di quelle cose malvagie e di ripetere con noi la tentazione offerta e purtroppo accettata da molti israeliti durante l’esodo verso la terra promessa.

Di questo popolo la Parola dice:

“Ma della maggior parte di loro Iddio non si compiacque, poiché furono atterrati nel deserto.

Or queste cose avvennero per servir d'esempio a noi, onde non siam bramosi di cose malvage, come coloro ne furon bramosi” (I Corinzi10:5,6).

Molti di quel popolo, che si forgiava nel deserto per diventare duttile nelle mani del Suo formatore, lasciarono entrare nella loro mente il nemico che li sedusse e fece sì che i ricordi del passato si trasformassero in mortale concupiscenza.

 

Sebbene il passato del popolo d’Israele in Egitto non fosse privo di tristi momenti per la condizione di schiavitù alla quale era stato assoggettato, pure i ricordi di effimere cose carnali diventarono il motivo della loro condanna.

I desideri di quel popolo sono tradotti con le seguenti allegoriche parole:

“Ci ricordiamo de' pesci che mangiavamo in Egitto per nulla, de' cocomeri, de' poponi, de' porri, delle cipolle e degli agli” (Numeri   11:5).

La Parola ci ricorda che ciò che è successo a quel popolo può capitare anche a noi oggi, come abbiamo letto nel sopra riportato versetto 6 di I Corinzi.

 

 

5 - Siate santi in tutta la vostra condotta

La santificazione che ci viene richiesta è possibile se amiamo il Signore ed a Lui siamo grati per il nostro riscatto mediante il Suo sacrificio.

La forza che ci mancava prima della rigenerazione oggi è stata concessa alla nuova creatura che si rinnova giorno per giorno dopo aver svestito l’uomo vecchio.

Dice la Parola.

“giacché avete svestito l'uomo vecchio con i suoi atti e rivestito il nuovo, che si va rinnovando in conoscenza ad immagine di Colui che l'ha creato” (Colossesi 3:10).

Oggi possiamo dire: “Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13)

 

Tu ed io in Cristo possiamo dire: “Posso santificarmi”.

La santificazione impegna la nostra vita in tutta la sua interezza, il nostro corpo:

“e non prestate le vostre membra come strumenti d'iniquità al peccato; ma presentate voi stessi a Dio come di morti fatti viventi, e le vostre membra come strumenti di giustizia a Dio” (Romani 6:13),  il nostro spirito:

“Poiché quelli che son secondo la carne, hanno l'animo alle cose della carne; ma quelli che son secondo lo spirito, hanno l'animo alle cose dello spirito” (Romani 8:5); e c’è una buona ragione ..

“Perché ciò a cui la carne ha l'animo è morte, ma ciò a cui lo spirito ha l'animo, è vita e pace” (Romani 8:6);

“E se Cristo è in voi, ben è il corpo morto a cagione del peccato; ma lo spirito è vita a cagion della giustizia.” (Romani 8:10);

 

Uno spirito che si santifica per la circoncisione del cuore:

“ma Giudeo è colui che lo è interiormente; e la circoncisione è quella del cuore, in ispirito, non in lettera; d'un tal Giudeo la lode procede non dagli uomini, ma da Dio” (Romani 2:29);

 

Ora serviamo Iddio in modo diverso:

“ma ora siamo stati sciolti dai legami della legge, essendo morti a quella che ci teneva soggetti, talché serviamo in novità di spirito, e non in vecchiezza di lettera” (Romani 7:6);

 

Il nostro spirito, che ora governa la nostra vita, testimonia che siamo figliuoli di Dio::

“poiché tutti quelli che son condotti dallo Spirito di Dio, son figliuoli di Dio” (Romani 8:14).

 

e anche la nostra anima, che ora non è più serva della carne ma obbedisce allo spirito:

“affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo spirito” (Romani 8:4).

 

Ora la nostra anima sulla via della santificazione ha in chi sperare, hale promesse del Signore fra le quali la speranza della nostra salvezza …:

“la quale noi teniamo qual àncora dell'anima, sicura e ferma e penetrante di là dalla cortina” (Ebrei  6:19)

L’unica cosa che richiede ora il Signore per la salvezza della nostra anima è la fede che dobbiamo mantenere ben salda, non come hnno fatto alcune persone …:

“Ma noi non siamo di quelli che si traggono indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per salvar l'anima” (Ebrei 10:39).

Dobbiamo e possiamo vincere la guerra, non alcune battaglie contro il nostro nemico ed il suo esercito, le concupiscenze carnali:

“Diletti, io v'esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dalle carnali concupiscenze, che guerreggiano contro l'anima, I Pietro 2:11

Affinchè:

“Or l'Iddio della pace vi santifichi Egli stesso completamente; e l'intero essere vostro, lo spirito, l'anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo”

(I Tessalonicesi 5:23

 

 

 

6 - Conducetevi con timore

Il timore? Quale timore? cosa significa temere Iddio?

Il timore che dobbiamo avere di Dio non consiste nell’aver paura di Lui ma in ben altro, come (in appresso) vedremo.

 

Per capire il significato di questa parola, ci soccorre come sempre la Scrittura stessa, dandoci la lezione che dobbiamo ricordare sempre: “La Bibbia si spiega con la Bibbia”.

Nel libro dei Proverbi troviamo scritto:

Il timore dell'Eterno è odiare il male; io odio la superbia, l'arroganza, la via del male e la bocca perversa” (Proverbi 8:13)

Il significato, non poteva esserci spiegato più chiaramente di così.

 

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