ESORTAZIONI ARDENTISSIME
Dalla 1ª Lettera di S. Pietro - Cap. 1
“Perciò, avendo cinti i fianchi della vostra mente, e stando sobri,abbiate piena speranza nella grazia che vi sarà recata nella rivelazione di Gesù Cristo; e, come figliuoli d'ubbidienza, non vi conformate alle concupiscenze del tempo passato quando eravate nell'ignoranza; ma come Colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta; poiché sta scritto: Siate santi, perché io son santo.
E se invocate come Padre Colui che senza riguardi personali giudica secondo l'opera di ciascuno, conducetevi con timore durante il tempo del vostro pellegrinaggio; sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro,siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai padri, macol prezioso sangue di Cristo, come d'agnello senza difetto né macchia, ben preordinato prima della fondazione del mondo, ma manifestato negli ultimi tempi per voi, i quali per mezzo di lui credete in Dio che l'ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, onde la vostra fede e la vostra speranza fossero in Dio” (I Pietro 1:13-21).
Sette punti sui quali riflettere:
1 - Cinti i fianchi della vostra mente
La nostra mente (i luoghi celesti ove si svolge il buon combattimento durante questa vita terrena) deve essere protetta come una città fortificata lo è dalle sue mura di cinta.
In queste mura non devono esserci aperture o parti deboli che possano essere facilmente abbattute e lascino entrare l’invasore.
La Parola dice “cinti i fianchi” si proprio i fianchi, non la parte frontale ma la parte laterale da dove meno ci si aspetta che il nemico possa sferrare l’attacco.
Egli, infatti, entra subdolamente nella nostra mente sostituendo ai nostri i suoi pensieri e quando questi sono stati accettati come propri non è più possibile sconfiggerli.
Oltre ai numerosi pensieri di perdizione che cerca di farci accettare, il nemico lancia i suoi dardi mortali e pericolosi per cercare di spegnere principalmente lasperanza della salvezza.
Per scongiurare questo pericolo, la Parola ci raccomanda di prendere un “elmo” speciale.
La Parola dice:
“ma noi, che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore, e preso per elmo la speranza della salvezza” (I Tessalonicesi 5:8).
Anche in Efesini lo troviamo denominato nello stesso modo:
“Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio” (Efesini 6:17).
Chi, camminando nelle vie del Signore, non dubita della propria salvezza indossa questo elmo.
2 - Stando sobri
Il controllo della nostra vita deve essere totale e la nostra attenzione attivata al massimo se vogliamo evitare di cadere nelle trappole del nemico.
Quando il Signore ci esorta a vegliare “Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole” (Marco 14:38) - (questa parola, vegliate, ci viene rivolta 15 volte nel N. T. ) vuole dire che noi dobbiamo stare vigili durante la nostra attività diurna e non di non dormire di notte; ma per poter essere “vigili”, usando tutte le nostre facoltà, dobbiamo essere “sobri”, infatti un ubriaco non è in grado di essere attento perché la sua mente è ottenebrata dall’alcool..
La sobrietà alla quale si riferisce il Signore non è da intendersi solo come quella che si perde quando si è in preda all’alcool, non interessa solo il nostro stato fisico ma, principalmente, lo stato spirituale.
La nostra “mente spirituale” può inquinarsi con molte cose che portano primaall’esaltazione e dopo alla confusione ed in questi stati l’uomo non si è più in grado di discernere il bene.
La sobrietà della nostra mente consiste nel rimanere nella sana dottrina dell’Amore.
Fuori, quindi, dalla nostra mente le dottrine che pur avendo l’apparenza di giustizia, rifiutino l’essenza dell’Amore.
Dice, infatti la Parola:
“Se qualcuno insegna una dottrina diversa e non s'attiene alle sane parole del Signor nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, esso è gonfio e non sa nulla; ma langue intorno a questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contenzione, maldicenza, cattivi sospetti,
acerbe discussioni d'uomini corrotti di mente e privati della verità, i quali stimano la pietà esser fonte di guadagno” (I Timoteo 6:3-5)
3 - Abbiate piena speranza nella grazia
Come abbiamo visto nel secondo punto, il nemico si scaglia sempre contro tutte le promesse che Iddio ci ha fatte, cercando di distogliere da esse la nostra fiducia.
Il momento dell’incontro con Cristo, l’adunamento della Sua chiesa al Suo ritorno, è un argomento ricorrente nella mente dei credenti.
Proprio durante questi ricordi il nemico, infiltrandosi nella nostra mente cerca di farci dubitare della grazia che ci sarà recata da Cristo e di farci volgere il nostro sguardo sulle nostre miserie.
Se guardiamo a noi stessi ed analizziamo la nostra vita, come possiamo essere sicuri di ricevere grazia da Dio?
Non dobbiamo, quindi, dimenticare mai che la grazia che ci verrà recata non è dovuta ai nostri meriti ma al sacrificio di Cristo nel quale abbiamo creduto.
Ecco come potremo mantenere “piena speranza nella grazia”: guardando alla croce di Gesù Cristo.
4 - Non vi conformate alle concupiscenze del tempo passato
Altre volte abbiamo meditato su quanto possa essere nocivo ricordare il passato.
Se facciamo questo (ricordiamo il passato) solo per essere grati al Signore che ci ha riscattati da quel vano modo di vivere, allora è giusto, ma sostare nei ricordi negativi dà l’occasione al nemico di ricordarci “i sapori” di quelle cose malvagie e di ripetere con noi la tentazione offerta e purtroppo accettata da molti israeliti durante l’esodo verso la terra promessa.
Di questo popolo la Parola dice:
“Ma della maggior parte di loro Iddio non si compiacque, poiché furono atterrati nel deserto.
Or queste cose avvennero per servir d'esempio a noi, onde non siam bramosi di cose malvage, come coloro ne furon bramosi” (I Corinzi10:5,6).
Molti di quel popolo, che si forgiava nel deserto per diventare duttile nelle mani del Suo formatore, lasciarono entrare nella loro mente il nemico che li sedusse e fece sì che i ricordi del passato si trasformassero in mortale concupiscenza.
Sebbene il passato del popolo d’Israele in Egitto non fosse privo di tristi momenti per la condizione di schiavitù alla quale era stato assoggettato, pure i ricordi di effimere cose carnali diventarono il motivo della loro condanna.
I desideri di quel popolo sono tradotti con le seguenti allegoriche parole:
“Ci ricordiamo de' pesci che mangiavamo in Egitto per nulla, de' cocomeri, de' poponi, de' porri, delle cipolle e degli agli” (Numeri 11:5).
La Parola ci ricorda che ciò che è successo a quel popolo può capitare anche a noi oggi, come abbiamo letto nel sopra riportato versetto 6 di I Corinzi.
5 - Siate santi in tutta la vostra condotta
La santificazione che ci viene richiesta è possibile se amiamo il Signore ed a Lui siamo grati per il nostro riscatto mediante il Suo sacrificio.
La forza che ci mancava prima della rigenerazione oggi è stata concessa alla nuova creatura che si rinnova giorno per giorno dopo aver svestito l’uomo vecchio.
Dice la Parola.
“giacché avete svestito l'uomo vecchio con i suoi atti e rivestito il nuovo, che si va rinnovando in conoscenza ad immagine di Colui che l'ha creato” (Colossesi 3:10).
Oggi possiamo dire: “Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13)
Tu ed io in Cristo possiamo dire: “Posso santificarmi”.
La santificazione impegna la nostra vita in tutta la sua interezza, il nostro corpo:
“e non prestate le vostre membra come strumenti d'iniquità al peccato; ma presentate voi stessi a Dio come di morti fatti viventi, e le vostre membra come strumenti di giustizia a Dio” (Romani 6:13), il nostro spirito:
“Poiché quelli che son secondo la carne, hanno l'animo alle cose della carne; ma quelli che son secondo lo spirito, hanno l'animo alle cose dello spirito” (Romani 8:5); e c’è una buona ragione ..
“Perché ciò a cui la carne ha l'animo è morte, ma ciò a cui lo spirito ha l'animo, è vita e pace” (Romani 8:6);
“E se Cristo è in voi, ben è il corpo morto a cagione del peccato; ma lo spirito è vita a cagion della giustizia.” (Romani 8:10);
Uno spirito che si santifica per la circoncisione del cuore:
“ma Giudeo è colui che lo è interiormente; e la circoncisione è quella del cuore, in ispirito, non in lettera; d'un tal Giudeo la lode procede non dagli uomini, ma da Dio” (Romani 2:29);
Ora serviamo Iddio in modo diverso:
“ma ora siamo stati sciolti dai legami della legge, essendo morti a quella che ci teneva soggetti, talché serviamo in novità di spirito, e non in vecchiezza di lettera” (Romani 7:6);
Il nostro spirito, che ora governa la nostra vita, testimonia che siamo figliuoli di Dio::
“poiché tutti quelli che son condotti dallo Spirito di Dio, son figliuoli di Dio” (Romani 8:14).
e anche la nostra anima, che ora non è più serva della carne ma obbedisce allo spirito:
“affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo spirito” (Romani 8:4).
Ora la nostra anima sulla via della santificazione ha in chi sperare, hale promesse del Signore fra le quali la speranza della nostra salvezza …:
“la quale noi teniamo qual àncora dell'anima, sicura e ferma e penetrante di là dalla cortina” (Ebrei 6:19)
L’unica cosa che richiede ora il Signore per la salvezza della nostra anima è la fede che dobbiamo mantenere ben salda, non come hnno fatto alcune persone …:
“Ma noi non siamo di quelli che si traggono indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per salvar l'anima” (Ebrei 10:39).
Dobbiamo e possiamo vincere la guerra, non alcune battaglie contro il nostro nemico ed il suo esercito, le concupiscenze carnali:
“Diletti, io v'esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dalle carnali concupiscenze, che guerreggiano contro l'anima, I Pietro 2:11
Affinchè:
“Or l'Iddio della pace vi santifichi Egli stesso completamente; e l'intero essere vostro, lo spirito, l'anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo”
(I Tessalonicesi 5:23
6 - Conducetevi con timore
Il timore? Quale timore? cosa significa temere Iddio?
Il timore che dobbiamo avere di Dio non consiste nell’aver paura di Lui ma in ben altro, come (in appresso) vedremo.
Per capire il significato di questa parola, ci soccorre come sempre la Scrittura stessa, dandoci la lezione che dobbiamo ricordare sempre: “La Bibbia si spiega con la Bibbia”.
Nel libro dei Proverbi troviamo scritto:
“Il timore dell'Eterno è odiare il male; io odio la superbia, l'arroganza, la via del male e la bocca perversa” (Proverbi 8:13)
Il significato, non poteva esserci spiegato più chiaramente di così.