Oggi nel mondo si sentono tante predicazioni "cristiane" perché molte sono le persone che dedicano la loro vita all'evangelizzazione.
Esse, pur impegnando tutte le loro forze in questo compito, cercando di convincere i non credenti su questa basilare verità, cioè "che Gesù è il Cristo che Dio ha mandato per la salvezza del mondo", ottengono però scarsissimi risultati: infatti, poche sono le persone che credono e si convertono.
Se leggiamo nella Sacra Scrittura, troviamo nel vangelo di Giovanni (e più precisamente nel versetto 21 del capitolo diciassettesimo) la spiegazione di questo fenomeno.
Lettura da: Giovanni ( Cap. 17)
20 Io non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola:
21 che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te, anch'essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.
22 E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno;
23 io in loro, e tu in me; acciocché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu m'hai mandato, e che li ami come hai amato me.
La preghiera sacerdotale di Gesù ci dice chiaramente che dobbiamo essere "tutti uno"!
Non solo noi tutti i credenti "uno", ma anche "uno" in Dio e in Gesù! E questo "affinché il mondo creda" (Cfr. 17: 21) che Dio ha mandato sulla terra il nostro Salvatore.
Essere "uno" con gli altri ed essere "uno" con Dio!
Cosa vuol dire essere "uno" con gli altri?
Significa amare gli altri di un amore vero, disinteressato, senza limiti; dimostrare agli altri, con i fatti, un amore che può essere ignorato solo da chi non ha sensibilità di cuore.
Un padre che ama la sua famiglia non fa differenza fra sé ed i suoi cari, lui e il resto della sua famiglia sono "una sola cosa".
Egli cerca di procurare il cibo e le cose buone ed utili per tutti quelli di casa sua e non solo per sé; anzi, predilige il bisogno degli altri per soddisfarlo prima del proprio.
Ora, per un cristiano, la sola differenza è che la propria famiglia è allargata smisuratamente!
Tutti i credenti diventano parte di questa famiglia e l'unità di essa diventa quindi indispensabile.
Chi ama veramente non si trae indietro davanti ad alcun sacrificio ed il suo amore rimane inalterato a prescindere dall'atteggiamento degli altri.
L'esempio eccelso di questo amore ci viene profuso dalla croce di Cristo e, in particolare, dalle parole che Egli rivolse al Padre intercedendo per i suoi assassini: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Lc. 23 : 34).
Chi ama di questo amore viene ascoltato e creduto da chi sa stimare questo sentimento eccelso!
Infatti, uno dei ladroni crocefisso al lato di Gesù gli credette e fu salvato.
Ma chi può amare di questo amore?
La Scrittura dice, infatti:
"Il cuore è ingannevole più d'ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi lo conoscerà?" (Geremia 17:9).
Per questo l'uomo non riesce ad amare così gli altri, perché ha un cuore maligno!
Egli ha messo a regnare sul trono del proprio cuore il suo "Io" ed a quello serve: ecco perché gli altri non contano, gli altri sono solo dei sudditi!
Iddio, ciò nondimeno, vuole aiutare l'uomo e gli fa una meravigliosa promessa:
"26 E vi darò un cuor nuovo, e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; torrò dalla vostra carne il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne.
27 Metterò dentro di voi il mio spirito, e farò sì che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni.
28 E voi abiterete nel paese ch'io detti ai vostri padri, e voi sarete mio popolo, e io sarò vostro Dio.
29 Io vi libererò da tutte le vostre impurità;" (Ezechiele 36:26 - 29).
Ecco, dice il Signore, nel versetto 26: " metterò dentro di voi uno spirito nuovo", e questo "spirito nuovo" non rimane senza rivelazione, Iddio ci dice infatti, subito dopo, nel versetto 27: "Metterò dentro di voi il mio spirito"
Solo così, dopo questo "trapianto di cuore" e "l'innesto" del Suo Spirito potremo amare gli altri come Gesù, perché, possedendo il Suo Spirito Santo, saremo "Uno con Dio e Gesù"!
Allora il mondo crederà e si convertirà!
"Proprio tutto il mondo crederà?" potrebbe chiedersi qualcuno; purtroppo, non tutti crederanno! Gesù, dicendo "affinché il mondo creda" non intende dire che tutti crederanno, ma che l'invito alla salvezza è rivolto a tutti.
Solo chi accetterà quest'invito, chi, cioè, crederà e si convertirà, sarà salvato.
Siamo perciò validi banditori della salvezza, assumiamo le giuste prerogative: siamo secondo la preghiera di Gesù, il nostro Signore e Salvatore:
" che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te, anch'essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato."
Infine, consideriamo che solo il Signore preconosce i cuori sinceri che ancora non hanno accettato il Suo invito e per questo, noi dobbiamo amare tutte le persone e pregare per loro affinché si convertano presto.
Iddio sia benedetto in eterno.
Amen.
Antonio Strigari
































































